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#Allegriout

Mentre sui social continua a comparire ad intermittenza random l’hashtag #Allegriout in casa Juve è tempo di programmare al meglio la prossima stagione, sicuramente quella del giudizio per Massimiliano Allegri.
Persi Dybala, Chiellini e Bernardeschi ed in attesa di conoscere il futuro di Morata, Kean, Arthur, Rabiot e non solo ora è arrivato il momento di cominciare ad ufficializzare i rinforzi con cui la dirigenza bianconera spera di cancellare in fretta la fallimentare stagione 2021/2022.
Dai nomi abbinati alla Vecchia Signora (dai fenomeni Pogba e Di Maria alle incognite Kostic e Molina) si capisce che la volontà della proprietà, su imbeccata del proprio allenatore, è quella di costruire un instant team capace di vincere da subito puntando su calciatori già pronti ed affermati.
Una scelta che non nasconde comunque rischi importanti, soprattutto su una programmazione a medio/lungo termine.
Non dimentichiamoci infatti che il prossimo campionato sarà il più anomalo della storia della Serie A, praticamente la somma tra un Campionato di Apertura ed uno di Clausura.
A Novembre, prima della sosta per il mondiale, si avrà già un giudizio se non definitivo sicuramente fondamentale sul resto della stagione. Tutte le squadre e tutti gli allenatori avranno infatti nella prima parte di torneo una pressione nettamente superiore alle annate precedenti. Con quasi 2 mesi di sosta forzata e la ripartenza che coinciderà con il mercato di riparazione invernale qualsiasi allenatore che fallirà la partenza rischierà non solo di non arrivare al panettone ma addirittura nemmeno alla pioggia di Novembre tanto cara ai Guns N’Roses.
Il campionato sarà praticamente spezzato in due tronconi ed è lecito aspettarsi molti esoneri che coincideranno con la sosta per il mondiale in Qatar. Mai come quest’anno, in caso di partenza falsa, si potrà rimediare con tutto il tempo necessario per riprogrammare.

Inzaghi, Spalletti, Sarri e Mourinho la pressione doppia tocca anche a voi
Allegri, in vetta, non è l’unico però ad esser con le spalle al muro.
Per un motivo o per un altro è in buona compagnia.
C’è Simone Inzaghi dal quale, nonostante tutte le difficoltà affrontate all’inizio, ci si aspettava lo scudetto.
C’è Spalletti che, nonostante gli infortuni, avrebbe dovuto giocarsela fino in fondo.
C’è Sarri, che dopo un anno di assestamento, dovrà produrre miglioramenti netti in casa Lazio e c’è anche Mourinho a cui non può bastare una vittoria in Confederence League per salvare completamente la stagione.
Tutte le squadre di vertice del campionato italiano che hanno cambiato allenatore nel corso dell’estate 2021 adesso sono chiamate ad ambire a risultati superiori a quelli ottenuti nel corso della stagione 2021/2022.
Non è un caso infatti che l’allenatore campione d’Italia sia stato quel Pioli, unico ad aver potuto contare sulla continuità pluriennale di un progetto tecnico/tattico.
Per questo in casa Juve è giusto continuare con Allegri, perché cambiare ancora dopo gli esoneri di Allegri (2019), Sarri (2020) e Pirlo (2021) sarebbe davvero folle.
Giusta o sbagliata che sia stata la scelta della scorsa estate, adesso bisogna dare fiducia all’attuale mister bianconero con la grande consapevolezza però che il contratto fuori mercato riconosciutogli l’anno scorso non dovrà necessariamente essere una condanna per la crescita della squadra.
Si costruisca allora la formazione richiesta da Allegri e gli si dia carta bianca per ripartire al meglio e cancellare l’inizio ad handicap dello scorso torneo.
Se il risultato però dovesse esser quello del recente passato giusto pensare di chiudere il rapporto già alla sosta di Novembre.
Discorso ovviamente che vale anche per Inzaghi, Spalletti, Sarri e Mourinho.
Mai come quest’anno sono tutti con le spalle al muro. Novembre sarà decisivo.

@stefanodiscreti