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Fine di un’era. La Juventus perde la finale di Coppa Italia contro l’Inter e certifica, senza appello, la sua prima stagione a “zero titoli” dopo 10 lunghi anni di trionfi.
È la fine, indiscutibilmente, di un’era.
Era dai tempi di Delneri che la Vecchia Signora non si congedava a mani vuote. Una stagione iniziata malissimo e terminata, purtroppo, male.
Dispiace, perché nello specifico della finale disputata contro la squadra di Simone Inzaghi almeno per una buona parte della sfida si è vista una formazione coriacea e volenterosa che sembrava aver ribaltato l’andamento della gara e non era per niente semplice soprattutto per come si era messa la partita subito in salita con il gol di Barella.
Nella seconda metà del primo tempo e soprattutto ad inizio ripresa si è vista invece una Juve quasi padrona del campo che grazie ai gol di Alex Sandro e Vlahovic aveva anche spostato a proprio favore l’esito del torneo.

Doppio cambio decisivo - Ma proprio nel momento in cui l’Inter sembrava un pugile suonato alle corde è arrivato il doppio cambio di Allegri che proprio non ci convince.
Soprattutto l’inserimento del terzo centrale di difesa, Bonucci, ha arretrato troppo il baricentro della squadra concedendo respiro e dando coraggio all’Inter per la rimonta, puntualmente arrivata poi prima grazie al pareggio su rigore dubbio nel corso dei 90’ regolari e poi con la doppietta di Perisic nei tempi supplementari che hanno regalato all’Inter la vittoria in Coppa Italia.

Ciao capitano - Probabilmente ha ragione Chiellini  che questa Inter oggi è più forte della Juventus ma con un pizzico di coraggio in più forse, almeno questa sera, si sarebbe potuto vincere e ribaltare il pronostico iniziale avverso.
Dispiace che il capitano bianconero, ingiustamente fischiato dalla metà non juventina dello stadio al momento della sostituzione, termini la sua grandiosa carriera con la maglia della Juve senza sollevare al cielo un trofeo.
Se lo sarebbe meritato lui e probabilmente se lo sarebbe meritato anche la Juventus stessa per la prova esibita nel corso della serata.
Si vede che era destino che dovesse andare così.
Mancano adesso due partite per terminare la stagione e sicuramente poi sarà tempo di bilanci.
Di certo il voto per l’Allegri bis non potrà esser mai sufficiente. Esser accostato a Delneri come allenatori da "zero titoli" ad aprire e chiudere il ciclo nelle statistiche non sarà certo un bel biglietto da visita per il futuro.
Dal mister, con il suo ritorno sulla panchina bianconera, ci si aspettava decisamente un altro tipo di rendimento rispetto a quello proposto da Pirlo l'anno passato. Non ci sono più scuse, deve cambiare mentalità in futuro e abbandonare quanto prima possibile la tattica del "corto muso" che ormai più che ad una strategia vincente rimanda sempre più tristemente al braccino corto dei tennisti.

@stefanodiscreti