In questi ultimi giorni in Italia, in ambito calcistico (ma forse anche esageratamente non solo), non si parla d’altro. Sono due gli argomenti che stanno tenendo i tifosi con il fiato sospeso. Da una parte l’appassionante telenovela in casa Juventus per scoprire chi sarà l’allenatore della squadra bianconera nella prossima stagione, se ancora Massimiliano Allegri o meno. Dall’altra lo specchio del calcio contemporaneo basato esclusivamente sui soldi, sul fatturato, sul business, dove sentimento e senso di appartenenza non hanno davvero più ragione di esistere: la destituzione pubblica di “capitan futuro” Daniele De Rossi operata in maniera cinica ed irrispettosa (ed anche un po’ “maccheronica”) da parte dell’attuale proprietà romanista.
 
ULTIMO ROUND - Servirà un terzo (decisivo?) incontro consecutivo tra il presidente della Juventus Andrea Agnelli e l’attuale allenatore della Vecchia Signora Massimiliano Allegri per sciogliere il nodo in merito a chi guiderà la squadra bianconera nel corso della seconda stagione d.C. (dopo Cristiano), a conferma del fatto che non era (è) così scontata la permanenza del tecnico livornese come invece ribadito a caldo dal presidente Juventino la sera della disfatta in Champions League contro l’Ajax. Può davvero succedere di tutto, non resta quindi che aspettare “l’ultimo round”, che scritto così sembra quasi il titolo di un film della saga di Rocky Balboa.
 
DE ROSSI COME VIERCHOWOD - In attesa di conoscere l’appassionante esito finale in casa bianconera, non possiamo non spendere due parole anche in merito al mancato rinnovo di Daniele De Rossi da parte della A.S. Roma. Pochi giocatori come De Rossi, in quest’epoca calcistica, hanno identificato la parola “senso di appartenenza”. Uno che per l’amore della propria maglia, della propria gente, dei propri colori ha dato sempre davvero tutto, senza mai tirare indietro la gamba, a volte anche andando decisamente “borderline”. Uno che, se centellinato il giusto però, ha ancora tanto da dare come dimostra la serata da “man of the match” disputata l’anno scorso nell’epica “remuntada” giallorossa ai danni del Barcellona di Leo Messi.E allora dalle pagine di questa rubrica lancio una seria provocazione: Juve, perché il contratto a gettoni che la Roma non ha pensato di offrire al suo capitano (salvo rocambolesca retromarcia dopo la contestazione…) non glielo offri invece tu? In fondo De Rossi è un giocatore ultra-carismatico, che a centrocampo fa sempre sentire la sua presenza e che all’occorrenza può esser utilizzato anche sulla linea difensiva. Uno al quale sicuramente, quando suona la musichetta della Champions League, non tremano le gambe. Se sta ancora bene fisicamente, potrebbe essere un rinforzo importante per la nuova Juve, soprattutto nello spogliatoio, e a prescindere da chi sarà l'allenatore.
Nonostante l’età (un anno in più di Chiellini) non gli manca sicuramente la fame di vittorie visto che, purtroppo per lui, in carriera ha vinto assai poco rispetto alle sue potenzialità. A chi storce la bocca al solo pensiero, vi ricordate forse quanti anni aveva Pietro Vierchowod quando fu tesserato dalla Juventus di Marcello Lippi, che poi vinse la Champions League (l’ultima bianconera…) nel 1996 anche grazie alle sue prestazioni? Prendete il quaderno degli appunti e una calcolatrice e fate un rapido calcolo…


@stefanodiscreti  Scopri di più su Serie alla De Cecco