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Di una persona con un determinato carattere avverso ad esser modificato si dice che “chi nasce tondo non può morire quadrato”. Se poi ci troviamo a parlare di un individuo maturo, l’ipotesi di un cambiamento diventa ancora più difficile, quasi impossibile. Se qualcuno, soprattutto nella dirigenza bianconera, ha pensato che Maurizio Sarri a più di 60 anni potesse cambiare totalmente il suo modo di essere, di gestirsi e di gestire evidentemente ha fatto male i propri calcoli. Certo, sarà segno di intelligenza futura del mister quella di dimostrare almeno segni di apertura in tal senso. Ma se nel corso della sua carriera da allenatore ha sempre manifestato grande fastidio nel gestire una rosa troppo ampia un motivo dovrà pur esserci. O no? Il caso Emre Can, esploso in questi giorni, ha riportato alla ribalta la questione. Certo, nessuno si sarebbe mai aspettato una reazione così evidente del calciatore tedesco, addirittura in mondovisione, però Sarri era stato chiarissimo sin dalla conferenza stampa del 10 agosto scorso, dopo l’amichevole contro l’Atletico Madrid, quando aveva parlato di situazione “imbarazzante” per gli esuberi in rosa.
Il suo appello però, a distanza di quasi un mese, è rimasto vano perché per i motivi più diversi e vari il duo Paratici-Nedved non è riuscito a sfoltire il gruppo, nemmeno dinanzi la chiara richiesta espressa del mister.
 
NON E' GIACCHERINI - Cosa succederà adesso è sicuramente un’incognita, soprattutto capire in che modo verrà ricucito lo strappo con Emre Can (ma anche Mandzukic). Di certo, il forte giocatore della nazionale tedesca non è Giaccherini, con tutto il rispetto possibile per l’ex giocatore della Juventus. Ipotizzare una gestione degli “emarginati” dal progetto, come quella descritta dall’ex prediletto di Antonio Conte, che ha imputato al Sarri di Napoli di prendere in considerazione solo 14-15 giocatori e non prendere in considerazione gli altri, sarebbe assolutamente deleteria, quasi folle. Certo, se pensiamo che già nel corso delle prime due giornate, infortunio grave di Chiellini a parte, ha giocato sempre la stessa formazione (cosa che con Allegri non succedeva praticamente mai) ci si può anche chiedere cosa potrà succedere in futuro se questa conferma dei titolari dovesse continuare lasciando in disparte molti giocatori. Qui serve assolutamente il sostegno della società forse e soprattutto di un uomo di campo come Nedved.

Se Sarri non riuscirà a cambiare il suo carattere, come è anche lecito immaginare, serve qualcuno che faccia il lavoro di diplomazia al posto suo, soprattutto all’interno dello spogliatoio. L’allenatore non ha nessun obbligo di accontentare gli scontenti regalandogli scampoli di partita o "coccolandoli". La società invece si, perché altrimenti rischia di svalutare in maniera assai netta un intero parco giocatori, che nell’attuale Juve sono riserve ma che altrove sarebbero titolari ovunque.


@stefanodiscreti