120
Auguri Juve
A Cesena bisognava vincere a tutti costi per mettersi alle spalle le polemiche dell’ultimo periodo e vittoria è stata nel giorno del 123esimo compleanno della Vecchia Signora.
La Juventus è riuscita ad avere la meglio sul neopromosso Spezia non senza però evidenti difficoltà, nonostante il largo punteggio finale che può sicuramente trarre in inganno.
Per oltre un’ora la squadra ben messa in campo da Italiano ha tenuto testa alla corazzata di Pirlo rischiando di aprire un vero stato di crisi in casa Juve, perché un’eventuale mancato successo stavolta avrebbe scatenato stampa, media e tifoseria.
 
Primo tempo sofferto
Nonostante il vantaggio ottenuto subito in apertura di sfida grazie alla bella triangolazione Danilo McKennie Morata la squadra bianconera ha comunque faticato ad archiviare la partita soffrendo il ritorno dello Spezia arrivato addirittura al pareggio grazie al gol di Pobega.
Andrea Pirlo aveva sottolineato nei giorni passati la predisposizione della squadra juventina a svegliarsi solamente dopo aver ricevuto uno schiaffo dagli avversari. Stavolta è stato dimostrato invece che anche indirizzando la partita subito in discesa a proprio vantaggio la squadra fatica comunque ad amministrare la gara e a tenere il pallino della sfida in mano.
Un segnale questo da non sottovalutare assolutamente, nonostante quanto poi successo nel secondo tempo.
 
La svolta Ronaldo
Eh si, perché nel secondo tempo non appena sostituito lo spento ed irriconoscibile Dybala con il rientrante Ronaldo la partita è cambiata totalmente.
3 minuti scarsi, questo il tempo necessario al fenomeno portoghese per tornare a scrivere il suo nome sul tabellino dei marcatori dopo l’assenza per la positività al Covid-19.
3 minuti per dimostrare a tutti che questa squadra non può prescindere da lui in nessuna circostanza, la Juve è CR7-dipendente, cosa ormai evidente.
Stavolta si che il nuovo vantaggio bianconero ha indirizzato la gara in discesa; partita poi chiusa dalla rete di Rabiot (lui di minuti ce ne ha messi 5 dall’ingresso in campo) e dal “cucchiaio” di Ronaldo ad arrotondare il punteggio finale.
Risultato che, come già scritto nell’introduzione iniziale, può certamente trarre in inganno. Non è stata una gara a senso unico, anzi. Per un’ora il neopromosso Spezia ha tenuto testa alla Juventus campione d'Italia in carica.
Troppi meccanismi, soprattutto in fase difensiva, che faticano ancora ad ingranare nella squadra bianconera (nell’occasione in un’inguardabile versione in maglia arancione).
La speranza adesso è che con il rientro di Cristiano Ronaldo e la futura crescita (necessaria) di Dybala la squadra recuperi il terreno perso in campionato.
A prescindere dal modulo scelto e dagli interpreti, questa squadra se vuole vincere il decimo scudetto consecutivo non può fare minimamente a meno di Ronaldo in primis ma anche del Dybala della scorsa stagione.
E questo va detto e specificato nonostante l’alternativa Morata stia facendo benissimo in questa prima parte di stagione e stavolta sia riuscito persino a battere lo spauracchio del Var.
 
Svolta Lazio?
La trasferta in Ungheria di mercoledì prossimo ma soprattutto l’aperitivo di domenica contro la Lazio ci diranno davvero in merito alla solidità della Juventus.
La squadra di Simone Inzaghi, antagonista principale nella scorsa stagione soprattutto prima dell’esplosione dell’emergenza Covid-19, è in netta ripresa.
L’anno scorso la sconfitta di Roma a dicembre 2019 ha segnato la svolta in negativo per la stagione di Sarri (prima di allora il neo mister juventino aveva totalmente dominato in campionato e ben fatto nel girone di Champions) che ha portato poi alla rottura insanabile con la società nonostante comunque l'essere riuscito a vincere lo scudetto, cosa tutt'altro che scontata.
Magari questa volta la gara dell’Olimpico servirà invece ad invertire la tendenza negativa di questa stagione e segnare una svolta positiva per Pirlo per il prosieguo del torneo.
@stefanodiscreti