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Finalmente Di Maria 

Il lungo corteggiamento si è concretizzato, finalmente Angel Di Maria è un giocatore della Juventus e Massimiliano Allegri ottiene l’esterno tanto desiderato per il tridente che già fa sognare i tifosi.
Ma come si può inquadrare il suo acquisto?
Vediamo insieme tutti i punti positivi ma anche quelli negativi dell'operazione.

Di Maria si, fenomeno vero

Di sicuro, con il tesseramento della fortissima ala Argentina, la Juve si assicura nell’immediato uno dei migliori esterni offensivi dell’epoca contemporanea, sicuramente il più forte in assoluto sulla carta della Serie A.
Un calciatore unico nelle sue caratteristiche, capace di ripartenze letali e giocate divine dettate da un sinistro magico.
Un giocatore inoltre che, nonostante la non più tenera età, conserva uno stato di forma importante nonché una forte integrità fisica che negli ultimi anni gli ha consentito di saltare pochissimi match per infortunio.
Insomma sulla carta una sicurezza, la migliore opzione per consentire a Chiesa di recuperare dal grave infortunio senza patemi e pressioni.
I tifosi già sognano gli assist di Di Maria per Vlahovic, quelle sue ripartenze letali tipiche che l’anno scorso sono fortissimamente mancate al gioco bianconero lasciando il serbo spesso abbandonato a se stesso al centro dell’attacco.
Da un punto di vista tecnico e tattico in un colpo solo Allegri vede risolti quasi tutti ii problemi offensivi puntando forte su uno dei migliori interpreti del ruolo al mondo. Ma il calcio non è la PlayStation dove il valore del giocatore è costante e determinante.
Cosa rende allora un rischio questa operazione di mercato?
Di Maria no, mamma mia che rischio!!

Di sicuro la brevissima durata del contratto, un One Shot che non consente di programmare in alcun modo con il suo acquisto.
Un'operazione praticamente mai vista prima in casa Juve, squadra da sempre portata a pianificare.
Nell’anno dei mondiali a Dicembre poi tesserare un calciatore che punta tutto sulla vittoria del torneo con la propria Nazionale, come ultimo vero obiettivo della sua splendida carriera, non è di sicuro il massimo della vita.
Il rischio che Di Maria, pur se un grande professionista, pensi nella prima parte della stagione (quella determinante) più a prepararsi bene per il Qatar che alle necessità della Juve c’è tutto, inutile girarci intorno, così come quello di vedergli togliere la gamba (anche inconsapevolmente) per paura di possibili infortuni che possano pregiudicargli la sua ultima grande occasione.
Se l’Argentina poi, come in molti pronosticano, dovesse arrivare sino in fondo alla competizione il calciatore rientrerebbe sicuramente provato a Gennaio necessitando poi di una nuova lunga preparazione fisica per tornare in forma e disputare lo sprint finale in maglia bianconera.
Il tutto a pochi mesi dalla scadenza del contratto con la sua grande volontà, nemmeno nascosta, di tornare a giocare nel suo paese.
A leggerla così, il suo acquisto, sembra davvero una follia.
Un’operazione tra l'altro che da un punto di vista finanziario, tra tasse, ingaggi e commissioni, non costerà nemmeno pochissimo alla Vecchia Signora, ovvero non meno di 10 milioni di euro.
È un investimento annuale, praticamente un prestito oneroso, operazione in cui il compratore si prende sempre un grande, grandissimo, rischio.
Se per qualsiasi motivo il suo inserimento dovesse subire rallentamenti o problemi per problemi fisici o mancanza di adattamento, non potendo recuperare in nessun modo  l’investimento negli anni a venire, sarebbero dei soldi praticamente persi.

Di Maria c'è, ora tocca ad Allegri farlo rendere al meglio

Sicuramente la dirigenza juventina questi calcoli se li è fatti bene e ha preferito rischiare su un fenomeno come Di Maria piuttosto che replicare un prestito costoso alla Morata o la suddivisione della cifra investita su più rinnovi di calciatori in cui non credeva più (vedi Dybala - Bernardeschi).
Allegri ha fatto la sua scelta tecnico/tattica in tal senso e la dirigenza lo ha assecondato in tutto e per tutto anche per togliergli qualsiasi alibi futuro e mettergli a disposizione la migliore formazione possibile sopratutto al pronti/via di una stagione che potrebbe rivelarsi decisiva per il prosieguo della sua carriera.
Che sia il campo allora a parlare, di certo i tifosi juventini non vedono l’ora di vedere all’opera il “Fideo”, un calciatore che spesso ha fatto sognare i propri sostenitori con le sue giocate e i suoi goal decisivi.
In fondo ai tifosi bianconeri potrebbe anche bastare, in quella che sarà la sua brevissima esperienza in maglia juventina, che segni anche solo un gol, ma quello decisivo. Il gol, quello in finale. Come d'altronde capitato nella scorsa edizione della Coppa America contro il Brasile.
Benvenuto Di Maria, il più grande augurio che ti si può fare oggi è che la tua storia con la Juventus possa esser ricordata nel tempo come breve ma intensa.
@stefanodiscreti