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Diciamolo subito, se la Juventus non fosse riuscita a battere il Brescia questa domenica sarebbe stato giusto parlare di crisi in casa bianconera, senza mezzi giri di parole e senza esser tacciati, per questo, di eccessivo pessimismo.Non è stata certamente una vittoria esaltante quella della squadra di Sarri, ma il bicchiere a fine gara è da vedere sicuramente mezzo pieno. Tornare in vetta alla classifica da soli, mantenere la porta inviolata, rispolverare un pungente Cuadrado in versione offensiva (gol di pregevole fattura), concedere nuovamente la ribalta a Paulo Dybala (che gioiello su punizione). Motivi per esser felici sicuramente ce ne sono stati, così come quello di aver finalmente rivisto in campo anche capitan Chiellini, che potrà risultare decisivo (soprattutto in termini di carisma) nella fase decisiva della stagione.
Certo, avendo giocato in casa contro la penultima in classifica del campionato (e con un piede già in Serie B) e in superiorità numerica per quasi un’ora ci si sarebbe aspettato qualcosa di più soprattutto in termini di pericolosità sotto porta avversaria; questa squadra continua a tirare ancora veramente troppo poco.

HIGUAIN COME MANDZUKIC - Parlare di Juventus CR7-dipendente è forse eccessivo e anche ingeneroso verso i compagni di squadra, ma l’incidenza soprattutto in termini di gol realizzati del fenomeno portoghese è un dato schiacciante, incontestabile. Stanno mancando in modo importante i goal di Gonzalo Higuain, è evidente. Il centravanti argentino ha sicuramente meritato la conferma estiva con prestazioni di grande impegno ma è diventato stranamente più utile alla squadra nella fase di impostazione che in termini di gol realizzati, invertendo la parabola della sua carriera. Quasi un Mandzukic 2.0
Da un bomber letale come lui invece, dal centravanti che detiene il record di reti realizzate in un singolo campionato in serie A (con Sarri allenatore) è lecito aspettarsi decisamente di più sotto porta. A questa squadra mancano prima di tutto i suoi gol.

SVOLTA A CENTROCAMPO - E mancano anche quelli dei centrocampisti. A parte Pjanic, nessun altro giocatore della mediana della rosa juventina ha realizzato più di due reti in stagione. Anzi la maggior parte dei giocatori del reparto sono ancora clamorosamente a secco. Questa squadra cerca raramente il tiro dalla distanza e crea davvero troppe poche occasioni da gol rispetto alla percentuale di possesso palla a suo favore in ogni singola gara. Anche questo è un dato di fatto chiaro, evidenziato dai numeri, che non va assolutamente sottovalutato.
L’infortunio di Pjanic (nelle prossime ore se ne conoscerà l’entità) potrebbe rappresentare, nel bene o nel male, una svolta nella zona nevralgica del campo. Vero che il bosniaco è sicuramente il centrocampista più pericoloso in rosa ma giusto anche ribadire la sua difficoltà a giocare contemporaneamente con il tridente offensivo. Se dovesse esser confermata la sua assenza nelle prossime, decisive, partite Sarri si dovrà sicuramente inventare qualcosa di nuovo in quella zona e magari potrebbe arrivare anche quella svolta tattica tanto attesa, fondamentale per mantenere vive le speranze di successo nelle singole competizioni che vedono ancora protagonista la Vecchia Signora.