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Vittoria liberatoria
 
Sono passate solamente poco più di 72 ore dalla sconfitta subita domenica scorsa contro l’Atalanta ma è successo di tutto, nel frattempo, in questi tre giorni in casa Juve e non solo.
Dopo le vicissitudini della SuperLega che ha tenuto tutti i tifosi d’Europa incollati davanti ai cellulari, ai giornali, ai siti internet e alla tv non era sicuramente facile ripartire così presto, facendo finta di niente.
Il primo tempo opaco della Vecchia Signora si può spiegare anche così.
 
Ronaldo, la barriera non fa per te
 
Un primo tempo in cui la Juventus ha subito l’orgoglio del Parma, passato addirittura in vantaggio grazie alla punizione di Brugman.
Ancora una volta decisivo in negativo nello specifico Cristiano Ronaldo, così come già era capitato contro il Porto in Champions League (il peso dell’errore ovviamente lì era stato nettamente superiore…).
Anche in questa occasione CR7 si è coperto in barriera, evitando di saltare come invece avrebbe dovuto fare, favorendo in maniera evidente il gol del Parma. Probabilmente in futuro sarà meglio evitare del tutto che il fenomeno portoghese si possa posizionare in difesa della porta della Juventus da calcio fermo.
Per fortuna che a togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato proprio un difensore che quest’anno, prima di ieri, ha sempre avuto un rendimento nettamente inferiore alle aspettative.
 
La rivincita dei difensori
 
Alex Sandro (doppietta) ha regalato finalmente ai tifosi juventini una serata di relativa tranquillità andando a segno prima in chiusura di primo tempo e poi in apertura di secondo.
Un uno-due terrificante quello messo in atto dai bianconeri, praticamente un colpo da KO, che riposiziona la formazione di Andrea Pirlo sul podio in classifica. Finalmente, inoltre, una prestazione di Alex Sandro degna di nota.
A chiudere definitivamente la sfida ci ha pensato poi il gigantesco difensore olandese De Ligt, alla prima realizzazione stagionale.
 
Agnelli e Paratici: contate fino a 100 adesso
 
Le parole di Andrea Agnelli e di Fabio Paratici pronunciate nel corso della giornata prima dell’inizio della sfida contro il Parma lasciano il tempo che trovano; è arrivato il momento di contare almeno fino a 100 prima di dare risposte perché la vicenda della Superlega, nata e già praticamente morta, si trascinerà ancora per lungo tempo con conseguenze dirette, indirette e di immagine che ad oggi non sono nemmeno prevedibili…
@stefanodiscreti