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#CR7OUT. Alla fine per come si è conclusa la vicenda Cristiano Ronaldo potrebbe anche sembrare quasi un gesto d’amore, romantico, quello del portoghese. Ovvero decidere di tornare a giocare nella squadra che l’ha lanciato nel grande calcio, la formazione che l’ha consacrato tra i più forti al mondo di tutti i tempi sin da quando era giovanissimo.
Ma sappiamo bene che non è andata così, perché CR7 ha forzato la fuga a pochi giorni dalla fine del calciomercato lasciando nel caos più totale la formazione che pur di averlo a disposizione dalla propria parte ha finito per indebitarsi e snaturarsi al massimo negli ultimi 3 anni.
La riconoscenza, lo sappiamo bene, non appartiene a questo mondo schiavo del dio denaro ma vedere CR7 offrirsi, attraverso il suo procuratore Mendes, a mezza Europa davvero non gli ha reso assolutamente onore.
Esplicative in tal senso le parole e i gesti in conferenza stampa di Guardiola che sembravano proprio voler dire “io non lo voglio, ma se proprio dovesse arrivare perché non riesce ad accasarsi altrove proveremo a vedere se si trova un posto anche per lui…”. 
Questa rimostranza da parte del City ad ingaggiarlo (o svincolato a zero o niente) ha toccato nell’orgoglio l’altra squadra di Manchester che proprio non avrebbe sopportato di vederlo sull’altra sponda, e quindi piuttosto che ritrovarselo di fronte da avversario nel derby hanno deciso di percorrere la strada alternativa di offrire loro, gli unici in questa sessione di calciomercato, un compenso alla Juventus per liberare il fenomeno portoghese.
Hanno sfruttato l’occasione in casa United per un’operazione nostalgia che sicuramente farà bene prima di tutto al cuore dei tifosi e al marketing.
Ai tifosi della Juventus non resta che un “GRAZZIE” da parte di Cristiano Ronaldo, scritto in un italiano maccheronico a conferma di quanto l’azienda CR7 non sia mai stata parte integrante del calcio italiano e della Juve stessa.
Un’azienda che ha camminato sempre parallelamente alle squadre in cui ha giocato senza però mai mischiarsi con loro.
 
La Juve resta e deve ripartire in fretta - Ha detto finalmente bene una cosa Allegri in conferenza stampa: i giocatori e gli allenatori passano, la Juve resta.
Rimpiazzare Cristiano Ronaldo è già difficile di suo, farlo in 3 giorni diventa una missione quasi impossibile però se ormai il calciatore era totalmente fuori dal gruppo (anche se la prestazione di Udine ha confermato il grande professionista che è sempre stato) ha fatto benissimo il mister juventino a dire di guardare avanti, anche perché lui si gioca tantissimo della sua carriera in prima persona.
Senza Ronaldo, per assurdo, aumentano le responsabilità di tutti gli altri, Allegri in primis. L’indebolimento tecnico della squadra bianconera dovrà esser necessariamente compensato dal gioco corale e dall’impegno. Non si potrà più fare affidamento su mister 35 gol l’anno per risolvere le partite più spinose. 
Allegri ha ottenuto probabilmente quello che voleva, ovvero liberarsi di Cristiano Ronaldo, per tornare a considerare la Juventus un gruppo omogeneo da far crescere sotto la sua guida senza preferenza alcuna per chicchessia.
E’ sicuramente una bella sfida per il tecnico toscano questa anche perché deve plasmare in fretta la sua idea di Juve perché la nuova Inter di Simone Inzaghi che senza Hakimi e Lukaku doveva esser una squadra vicino al baratro nel frattempo è già prima a punteggio pieno dopo 2 giornate e per di più trascinata dai nuovi acquisti.
Dopo il passo falso all’esordio, unica tra le grandi, la Juventus deve vincere adesso a tutti i costi contro l’Empoli per risollevare subito l’umore in casa bianconera e non complicare ulteriormente un inizio già traumatico di suo.
Grazzie Ronaldo ma ora la Juve deve subito tornare grande e Allegri non può già più sbagliare. 
@stefanodiscreti