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La vittoria di ieri della Juventus contro la Rappresentativa Dilettanti del Trentino è stata una sorpresa. Non tanto per il risultato (6-0), visto che di fronte non c'erano né il Real Madrid né il Barcellona, quanto per il gioco espresso. E non ci riferiamo alla superiorità (ovvia) dei bianconeri rispetto a dei ragazzi di belle speranze militanti tra i non-professionisti. Ma ci riferiamo alla tattica e ai movimenti. In questa prima settimana di ritiro, Luigi Del Neri ha insistito molto sulla veloce circolazione di palla, i cross dalle fasce, nonché sui movimenti globali di squadra. Movimenti all'unisono, sincronizzati, da parte di un gruppo omogeneo, ma anche sull'atteggiamento di ogni giocatore. Con o senza palla. Individualità sì, ma a servizio della squadra. E ieri, allo stadio 'La Pineta' di Pinzolo, s'è visto tutto questo. La mano di Del Neri è già tangibile e la cosa, ovviamente, non può che far piacere ai tifosi bianconeri. Tre dei sei gol realizzati ieri nella prima amichevole del nuovo corso sono arrivati con cross dalle fasce o con schemi di gioco incentrati sul movimento degli esterni.

Trezeguet, di testa, ha realizzato una doppietta grazie ai cross di De Ceglie e di Lanzafame. Senza contare che almeno altre tre occasioni sono scaturite dai cross di Motta che, con il suo moto perpetuo sulla fascia, si presta perfettamente al gioco del tecnico di Aquileia. L'anno scorso, tra le altre cose, è mancato proprio questo: i cross per la testa degli attaccanti e i movimenti laterali anche senza palla. Del Neri ha già lasciato il segno in questo. Il secondo gol, in particolare, è la fotografia del lavoro svolto finora dall'ex tecnico doriano. Lancio 'alla cieca' di Marrone sulla destra. Il giovane della Primavera era sicuro che da quelle parti sarebbe orbitato un suo compagno. In quell'occasione è sbucato Pasquato che ha poi trafitto il portiere trentino in uscita con uno splendido pallonetto. Dimostrazione che qualcosa, tatticamente, è definitivamente cambiato. Il lavoro di questi giorni ha portato i suoi primi frutti e i giocatori hanno imparato, tramite i movimenti 'delneriani', che si può lanciare 'a memoria', consci di trovare un compagno pronto a mettere la palla in mezzo o a calciare a rete.
 
La stagione scorsa è stata disastrosa sotto tutti i punti di vista, e non è certamente questo l'unico aspetto venuto a mancare. Ma se i giocatori avessero avuto la stessa impostazione, forse qualche partita in più la si sarebbe vinta e qualche punticino in più avrebbe permesso a Del Piero & co. di godersi, chissà, almeno i preliminari di Champions League. Ciro Ferrara aveva concentrato il gioco palla a terra per vie centrali. Il fulcro, ovviamente, era Diego. Alberto Zaccheroni, invece, aveva provato a riportare il 4-4-2 con i cross dalle fasce: peccato mancassero la circolazione della palla e, soprattutto, le idee. Alla fine i giocatori sono entrati in confusione ed è finita come tutti sappiamo. E i sette gol stagionali di Amauri ne sono la conferma. L'italo-brasiliano è totalmente dipendente dai cross. Senza è un giocatore pressoché nullo. E difatti l'attaccante in questa prima parte del ritiro pre-campionato ha già dato sfoggio della sua arma migliore: lo stacco di testa. Proprio per questo motivo Del Neri sta continuando a lavorare soprattutto sulle fasce e sulla simulazione dei calci piazzati. Per far sì che la Juve riesca a sfruttare al meglio le frecce al suo arco.