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La Vecchia Signora ha vinto ancora recitava un vecchio coro degli anni ottanta.
Ed anche in una stagione complicata, la peggiore degli ultimi 10 anni, la Juventus riesce ad ottenere due trofei da aggiungere alla sua strepitosa bacheca.
Andrea Pirlo alla prima esperienza da allenatore vince subito due competizioni, la Supercoppa Italiana e la Coppa Italia e rimanda (forse) agli ultimi 90 minuti del campionato il suo futuro.
E’ stata davvero una bella finale quella tra Juve e Atalanta che ha onorato sino in fondo il ritorno allo stadio dei tifosi. 
Una partita combattuta, con un ritmo altissimo come non si vedeva da tempo nel calcio nostrano. Per larghi tratti della sfida non sembrava nemmeno di assistere ad una partita italiana.
 
Primo tempo, Atalanta show
 
Nel corso della prima frazione di gioco abbiamo ammirato l’ennesima prestazione di livello da parte della squadra di Gasperini che ad un ritmo vertiginoso ha sfiorato a ripetizione il gol del vantaggio andando però a subire la rete ad opera dell’ex Kulusevski (che perla!) nella prima circostanza pericolosa difensiva della serata.
Nonostante questa premessa la squadra bergamasca non ha mollato un centimetro recuperando subito la partita grazie ad un bellissimo gol di Malinovskyi e continuando a dare la costante sensazione di poter far male alla difesa della Juventus in qualsiasi momento.
 
Secondo tempo dominio Juventus
 
Chi si aspettava però una squadra bianconera in difficoltà anche nel secondo tempo è stato totalmente smentito perché a partire dal rientro in campo dagli spogliatoi la squadra di Pirlo ha dominato in lungo e largo per tutta la seconda frazione di gioco sino a concretizzare questo dominio con il gol decisivo di Chiesa realizzato nel finale.
La prestazione bianconera non fa che aumentare i rimpianti per una stagione davvero sottotono rispetto a quello che sarebbe potuto essere.
Se la Juventus avesse messo in campo anche in campionato la metà della foga agonistica e della grinta vista all’opera nella finale di Coppa Italia di sicuro se la sarebbe giocata sino alla fine contro l’Inter anche per il titolo. 
Inutile però stare qui adesso a leccarsi le ferite perché la mancanza di continuità è stata una costante deficitaria del rendimento bianconero lungo tutto il complicatissimo anno.
Le prestazioni di Kulusevski (migliore in campo) e Chiesa fanno però davvero ben sperare per il futuro. La formazione juventina non è assolutamente da rifondare ma solamente da adeguare e sistemare nei reparti più deboli.
 
Gli ultimi 90 minuti...
 
Adesso non resta che l’ultima giornata di campionato che sarà decisiva per capire in quale competizione europea si cimenterà la formazione bianconera nel corso della prossima stagione e di conseguenza di quale budget finanziario disporrà la dirigenza per poter integrare o ricostruire la squadra in futuro.
Futuro juventino di cui non farà sicuramente parte Gianluigi Buffon ancora una volta strepitoso e decisivo nel guidare la difesa e caricare la squadra nei momenti più difficili.
Sollevare la Coppa Italia da capitano per l’ultima volta è il giusto premio ad una carriera assolutamente strepitosa, inimitabile.
La squadra sembra essere dalla parte di Andrea Pirlo, non resta quindi che capire se un’eventuale miracolosa qualificazione alla prossima Champions League ottenuta sul filo della sirena potrebbe rimescolare tutte le carte in gioco.
@stefanodiscreti