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#W8NDERFUL
 
La matematica conquista dell’ottavo scudetto consecutivo della Juventus è finalmente arrivata. Al terzo match-point la squadra bianconera batte una coriacea Fiorentina (che non avrebbe assolutamente meritato di perdere) e archivia definitivamente il campionato, riscrivendo la storia del calcio italiano e di quello europeo. Nessuno, nei tornei maggiori, aveva mai vinto 8 scudetti consecutivi. Nessuno. Un’impresa unica, da celebrare al massimo e festeggiare senza riserve. Ci sarà tempo poi per tracciare un bilancio dell’intera stagione ma la delusione per la clamorosa eliminazione in Champions League non potrà in alcun modo oscurare l’epica striscia di vittorie bianconere di questi anni.
Un campionato dominato dall’inizio alla fine, mai davvero in discussione.
Una corsa verso il titolo a senso unico; troppo grande il divario nei confronti delle inseguitrici. In assoluto lo scudetto più scontato (forse anche un po’ noioso) dell’era Andrea Agnelli, praticamente vinto senza dover faticare. L’arrivo di CR7 in estate ha devastato le concorrenti anche nell’animo. Inter e Napoli, in particolare, hanno smesso di crederci subito perché impressionate dalla forza dell’organico bianconero, capace di vincere sempre anche giocando al piccolo trotto.
 
Mandzukic, l’uomo decisivo del Lato A
 
Se devo scegliere un giocatore decisivo per il girone di andata quello è indubbiamente Mario Mandzukic,
il giocatore che più di tutti nella prima parte del torneo si è avvantaggiato della presenza di Cristiano Ronaldo in squadra.
In gol nelle vittorie contro Lazio, Napoli, Milan, Inter e Roma, nella prima parte di stagione in pratica è stato l’uomo più determinante contro le avversarie più accreditate della formazione di Allegri, sfruttando la scia dello stato di grazia che lo ha accompagnato dopo lo straordinario mondiale disputato in Russia con la sua Croazia. Poi, come poteva anche esser facilmente prevedibile, una volta finita la benzina è praticamente sparito, dividendo però le colpe del suo pessimo 2019 insieme a chi ha continuato comunque a schierarlo sempre e comunque.
 
Kean, il ragazzo vetrina del Lato B
 
Per la seconda parte del torneo, l’uomo vetrina in bianconero è stato invece indubbiamente Kean, esploso all’improvviso e confermatosi partita dopo partita come una delle più belle sorprese della stagione bianconera. Un talento importante da cui ripartire e su cui puntare fortemente nella rifondazione che sarà necessaria in futuro per svecchiare una rosa ormai a fine ciclo in molti elementi. Peccato non sia riuscito a lasciare il segno anche in Europa ma per lui non mancherà sicuramente occasione per rifarsi nei prossimi anni.
 
Ronaldo, il più forte di tutti
 
Complessivamente l’uomo più decisivo della stagione bianconera, e non poteva esser altrimenti, è stato Cristiano Ronaldo, il più forte di tutti in assoluto. Impressionante il modo in cui si è calato subito nel calcio italiano, confermando la sua classe immensa ma anche e soprattutto una professionalità e una ricerca della perfezione unica. Caratteristiche che tanto sono servite da esempio anche ai compagni di squadra per stravincere lo scudetto come mai era successo prima negli anni precedenti. Solo la fase ad eliminazione diretta in Champions League ne ha rallentato il rendimento in Italia, per permettergli di concentrarsi al massimo nella competizione Europea dove con 5 gol su 5 realizzati dalla Juventus ha prima trascinato la Vecchia Signora all’epica rimonta contro l’Atletico Madrid e poi segnando sia all’andata che al ritorno contro l’Ajax ha cercato di tenere in piedi i sogni di qualificazione della squadra bianconera. Ma, come giustamente fatto presente ad eliminazione subita, da solo non può fare miracoli. Peccato quindi non averne sfruttato il talento fino in fondo. Resterà al 1000% anche nella prossima stagione, parole sue, e quindi il compito di Allegri o di chi ne prenderà il posto sulla panchina della Juve nella prossima stagione, sarà quello di metterlo ancora di più nelle condizioni di esser decisivo per se stesso e per la squadra. Da qui a fine campionato intanto, conoscendone l’ambizione e il culto del sacrificio, siamo certi che punterà alla vittoria del titolo di capocannoniere del torneo distante solo 3 goal.
Per uno come lui abituato sempre a vincere è il minimo e il tempo dei festeggiamenti  per lo scudetto dureranno lo stretto necessario, come d’altronde per la maggior parte dei tifosi bianconeri (forse abituati troppo bene) che già hanno la testa al prossimo calciomercato che ci terrà compagnia nei prossimi mesi.
La vittoria dello “Scudotto” è un punto di partenza per il futuro non certo un punto di arrivo. Il meglio deve ancora venire.

@stefanodiscreti