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Sono giorni di fuoco in casa bianconera.
L’ultimo periodo è destinato a lasciare degli strascichi importanti sul futuro della Vecchia Signora.
Da più parti si parla di ribaltone e di possibili ritorni clamorosi ma quanto c’è di vero?
Di sicuro siamo al termine di un ciclo, che ironia della sorte verrà chiuso proprio da coloro che l’avevano iniziato a Torino 9 anni fa, ovvero la coppia Marotta-Conte.
Non un caso, ovviamente. Due che gli equilibri li spostano per davvero…
 
Il destino di Pirlo
Il futuro di Andrea Pirlo, a prescindere da quelli che saranno i risultati nel mese di Maggio, sembra appeso ad un filo.
Approfondiamo il discorso in merito. Se Pirlo verrà cacciato, inutile girarci intorno, si sarà completamente sprecato un anno con unico vero responsabile: il presidente Andrea Agnelli.
Se poi Pirlo dovesse concludere la stagione vincendole tutte da qui alla fine mandarlo via sarebbe una cattiveria eccessiva, non avrebbe avuto davvero alcun senso puntare su di lui la scorsa estate.
Sarebbe un’inversione ad U ingiustificabile.
 
Il destino di Paratici (e Nedved)
Cosa diversa sarebbe invece se Pirlo dovesse fallire i prossimi obiettivi, ovvero la finale di Coppa Italia e ancora di più la qualificazione in Champions.
Lì ovviamente non avrebbe alcuna speranza né giustificazione per esser confermato sulla panchina della Juventus.
Ma sarebbe il principale responsabile del fallimento?
Abbiamo già scritto che la colpa nel caso è di chi l’ha scelto, ovviamente, ma non si può nemmeno tacere dei passaggi a vuoto di Paratici degli ultimi anni da orfano di Marotta.
Gestione caso Suarez, scelta di Sarri, ritorno di Bonucci e Buffon, prolungamento di contratti ad over 30, super ingaggi a giocatori che non fanno minimamente la differenza (Ramsey, Rabiot, Arthur ecc..).
Tutte le strade dell’indebolimento della Juventus dell’ultimo biennio portano inesorabilmente a Paratici, in coppia anche con Nedved, scaricato anche di recente proprio dal presidente Agnelli.
 
Il destino di Agnelli
E veniamo infine proprio al presidente bianconero.
Siamo davvero così sicuri della sua permanenza?
Per l’indebitamento della Juventus degli ultimi anni, e non solo, di sicuro non si può considerare immune a responsabilità.
La gestione del caso SuperLeague, la scelta di Pirlo poi, l’orgoglio (costato caro) nel chiudere le porte ad un possibile ritorno di Antonio Conte come successore di Allegri e tante altre situazioni lo indeboliscono sicuramente nella sua posizione di forza acquisita nel tempo.
Inizia quindi un mese decisivo per la Juventus, un mese che non solo scriverà la storia contemporanea del club ma che probabilmente ne condizionerà quella futura a partire da possibili cessioni inaspettate, come quella di Cristiano Ronaldo, che ha già fatto sapere che senza qualificazione alla prossima Champions League non resterà in bianconero.

@stefanodiscreti