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Si può vincere in Europa con la difesa a tre? No, non si può. E lo dimostra il fatto che le squadre che hanno vinto la Champions negli ultimi dieci anni giocavano tutte con la difesa a quattro. E che tutte le grandi squadre impegnate nella Champions 2013-14 adottino senza eccezioni la difesa a quattro. Ci sarà un motivo. 

Si può vincere in Europa senza un grande centravanti di ruolo come titolare fisso? Difficile, molto difficile. La Juve l'anno scorso ci provò con la coppia titolare Vucinic-Giovinco, due seconde punte (con Quagliarella, altra seconda punta, come primo cambio, e con Matri, centravanti di ruolo, come seconda alternativa). E ci riprova quest'anno, con la coppia titolare Tevez-Vucinic, ancora due seconde punte (con Quagliarella ancora come prima alternativa e il centravanti Llorente come extrema ratio). Inutile sottolineare come Didier Drogba, nel 2-2 fra i bianconeri e il Galatasaray, abbia invece dimostrato l'importanza di avere, in una competizione come la Champions, un grande giocatore da area di rigore come titolare fisso e inamovibile.

E infine, terza domanda, si può vincere a livello continentale senza esterni d'attacco che possano anche consentire alla squadra di cambiare modulo in corsa? Anche qui, la risposta è sempre la stessa: difficile, se non impossibile.  Su questo punto, dopo la partita di ieri sera, ha detto la sua anche Antonio Conte: "In rosa noi abbiamo solo Pepe come giocatore che ci può far fare il 4-3-3, di esterni offensivi che saltano l'uomo nell'uno contro uno in rosa non ne abbiamo. E io parto dal presupposto che in base agli uomini che ho a disposizione cerco di metterli nelle condizioni migliori per rendere al massimo. Non penso che Lichtsteiner lo posso mettere alto in un 4-3-3 a destra, e nemmeno Isla. Ali non ne abbiamo in rosa, così o sviluppiamo qualcos'altro o... vediamo".

Modulo, centravanti, esterni d'attacco: siamo sicuri che sono questi gli argomenti che l'allenatore bianconero aveva messo sul piatto nel famoso incontro chiarificatore (?) con la società del maggio scorso, a scudetto appena vinto. E a quel tavolo, oltre a questi argomenti, Conte parlò anche della necessità di apportare molti cambiamenti alla rosa, per evitare i rischi 'prevedibilità' e 'pancia piena', rischi che si stanno puntualmente manifestando

Aveva visto lungo, Conte, ribadendo poi più o meno gli stessi concetti a mercato in corso. E ora, come ha ammesso nel post partita di ieri, dovrà per forza inventarsi qualcosa di nuovo. In attesa di vedere cosa si inventerà l'allenatore che in due anni ha portato alla Juve due scudetti e due Supercoppe italiane, resta una domanda: la società in estate ha fatto tutto quello che si poteva fare per dare delle risposte alle domande di cui sopra e per soddisfare le richieste, a questo punto sempre più giuste perché confermate da fatti, dell'allenatore? 

PS: Questi argomenti naturalmente valgono soprattutto (se non non solamente) per la Champions League. In campionato invece la Juventus attuale ha tutte le carte in regola per poter competere fino alla fine per lo scudetto (il principale obiettivo stagionale dei bianconeri), con buone possibilità di conquistarlo. E anche Conte, qui, non può avere nessun alibi.