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Inizia nel migliore dei modi l’avventura della nuova Juventus di Pirlo in Champions League.
A Kiev, dinanzi a quasi 15.000 spettatori (di questi tempi un fattore a cui non siamo davvero più abituati), la Vecchia Signora grazie ad una doppietta di Alvaro Morata vince per due reti a zero.
Nonostante il livello degli avversari, allenati però da quella “vecchia volpe” di Mircea Lucescu, era fondamentale iniziare con un successo in questa competizione per mettersi subito alle spalle le polemiche nate dopo le due ultime trasferte (a Roma e soprattutto Crotone) che già avevano generato delle nubi importanti sulla testa di Pirlo.
Esagerato, davvero esagerato mettere già sotto pressione un allenatore esordiente (alla prima esperienza su una panchina professionale) che non ha ancora avuto modo di schierare la formazione titolare che ha in testa e che ha potuto provare pochissimo in allenamento i suoi schemi. Diamogli il tempo che merita.
 
Senza i 3 punti, con Dybala ancora in panchina dall’inizio, sai quante polemiche…
 
Immaginatevi le polemiche che sarebbero seguite a questa partita se non fossero arrivati i 3 punti per la Juventus, da qui capirete l’importanza di questo successo.
Aver lasciato ancora una volta Dybala in panchina in partenza sarebbe stato il tema principale di discussione ovunque. Già li leggo i titoli dei giornali.
Pazienza, ci vuole pazienza invece. Per tutto.
Per Pirlo che, passo dopo passo, sta cercando di plasmare la Juventus sulla sua idea di gioco.
Per Dybala che, dopo un lungo infortunio, deve capire che forzare i tempi di rientro non giova a nessuno.
Per tutti i tifosi bianconeri che non devono certo pretendere che una Juve priva dei suoi migliori calciatori in rosa (Cristiano Ronaldo e De Ligt) e con un Dybala a mezzo servizio possa già essere al top.
 
Morata nuovo “bello di notte”
 
A togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato, ancora una volta, il “bello di notte” Alvaro Morata.
L’attaccante spagnolo sembra nato per questo tipo di competizione. Ne esalta al massimo le doti, la scaltrezza sotto porta. 
Un po’ come capitava a Boniek ai tempi belli, bellissimi, della Juventus di Michel Platini.
Certo l’attuale squadra bianconera (che ieri sera ha giocato con un’inguardabile maglia arancione…) non è minimamente paragonabile per forza tecnica e tattica a quella del “Re” però l’accostamento dello spagnolo con il fortissimo attaccante polacco non è blasfemo:
entrambi in Coppa migliorano il proprio rendimento in modo esponenziale rispetto agli standard del campionato.
Unica nota stonata della serata l’infortunio ad inizio gara subito da capitan Chiellini, speriamo nulla di serio.
@stefanodiscreti