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Considerazioni a freddo post Olimpico. Cosa ci ha lasciato la sfida di Roma? Sicuramente la consapevolezza che la Juventus è ancora un cantiere aperto e che Andrea Pirlo da allenatore esordiente e quindi inesperto ha bisogno di sbagliare e poi rimediare per costruire la sua carriera da allenatore. Quanto la Vecchia Signora pagherà questo scotto, questo training, lo scopriremo solo vivendo. Per ora ci limitiamo a lasciare alcune considerazioni qui di seguito.

McKennie e Rabiot, buone riserve

La scelta di Pirlo di rinunciare in partenza al regista e puntare su due mediani a centrocampo ci pone dinanzi alla prima ‘sentenza’ di inizio stagione. Con ovviamente tutta la possibilità di rivedere il giudizio in corso, McKennie, ad oggi, ci appare solamente come un buon rincalzo su cui poter puntare nella rotazione necessaria ad un club, come la Juventus, impegnato su più competizioni. Da qui a vederlo invece pronto per esser titolare in partite di livello come quella contro la Roma invece ce ne passa (e tanto). Ad oggi non ci sembra proponibile per certi impegni.
Stesso discorso, e qui non c’è nemmeno l’attenuante del fattore tempo, per Rabiot. Il calciatore, nonostante la ripresa di rendimento di fine stagione scorsa, ha dimostrato di non valere assolutamente lo stipendio che con troppa fretta la dirigenza juventina gli ha riconosciuto.
Uno che guadagna oltre 7 milioni di euro a stagione dovrebbe cambiarti il reparto, dovrebbe esserne il faro. Adrien invece è solo un buon giocatore e niente più. Se la Juve vuole competere a grandi livelli, soprattutto in Champions League, la scelta di Pirlo di puntare su due mediani porta in un’unica direzione: quando le partite contano, Arthur e Bentancur titolari con McKennie e Rabiot in panchina.

Cuadrado e Kulusevski, mai più fuori ruolo

Due giocatori invece che sono invece necessari a questa squadra ma che domenica sera hanno giocato male più per colpa della posizione in cui sono stati schierati che per reali responsabilità personali sono sicuramente Cuadrado e Kulusevski. Cuadrado, soprattutto nell’ultimo anno, ha dimostrato di esser un professionista esemplare andando a mettere costantemente toppe nelle falle in rosa, conseguenze del mercato incompleto di Paratici degli ultimi anni. Ma non gli si possono chiedere sempre miracoli. Va bene esser provato nei ruoli d'attacco, va bene esser utilizzato in tutti i ruoli (o quasi) a centrocampo, va bene esser retrocesso sulla linea di difesa a destra per la mancanza naturale dell’erede di Cancelo ma addirittura esser schierato a sinistra per tamponare l’atavica carenza di un sostituto per Alex Sandro ci sembra decisamente troppo. Cosi come troppa è sembrata la distanza di Kulusevski dalla porta avversaria, soprattutto rispetto a quanto bene invece fatto da seconda punta alla prima giornata contro la Sampdoria.
La scelta di schierare dall'inizio uno spuntato Morata (concediamogli l’attenuante del poco tempo per ora...) è stata sicuramente penalizzante per ‘Kulu’. Siamo certi che se all’Olimpico avesse agito davanti, a ridosso di Cristiano Ronaldo, la Juventus sarebbe stata nettamente più pericolosa nel corso della partita, ma questa è un’altra storia.

Bonucci titolare, ne vale davvero la pena?

Ho lasciato appositamente per ultimo il quesito su Bonucci (il calciatore più chiacchierato in negativo dopo l'Olimpico), forse in assoluto il più importante di tutti. Puntare su due mediani rinunciando al ruolo del regista in partenza, schierare Cuadrado e Kulusevski addirittura fuori ruolo per supportare questo modulo: caro Pirlo, ne vale davvero la pena se tutto questo serve principalmente per schierare la difesa a 3 e salvare un posto per Bonucci, ormai impresentabile in una linea a 4? Non è irriconoscenza o troppa cattiveria affermare che il Bonucci rientrato dall’esperienza al Milan non è più un giocatore determinante, anzi. Nella maggior parte dei casi è la causa principale degli errori difensivi della Juventus. È un problema serio Bonucci, evidente, che Pirlo dovrà prendere in considerazione il prima possibile mettendo da parte amicizia e pareri della Vecchia Guardia. L'imbarazzante modo in cui è stato stato saltato da Mkhitaryan contro la Roma ne è solo l'assoluta conferma.

In questa squadra, con i pieni recuperi di De Ligt e Demiral, per Bonucci nelle partite importanti ci dovrà esser spazio solo in panchina. Qualsiasi altra soluzione sarà solo un errore lungo il cammino della crescita per fare esperienza del mister. Errori, che come capita in tutti gli altri settori, si divideranno sempre tra rimediabili e irrimediabili.
Pirlo avvisato, mezzo salvato...

@stefanodiscreti