Sconfitta indolore. Una brutta Juve, inguardabile per lunghi tratti della partita, ha subito la prima sconfitta stagionale in campionato ad opera del Genoa, proprio quel Genoa che già nel girone di andata era riuscito a fermarla (primo in stagione) all’Allianz Stadium. Decisivi i gol dell’ex Sturaro e di Pandev, entrambi subentrati dalla panchina a gara in corso.

Bisogna preoccuparsi? Assolutamente no. Stavolta, pur criticando l’atteggiamento visto in campo dai bianconeri nel corso dei novanta minuti, si può largamente comprendere il netto calo di tensione della Vecchia Signora. Dopo la strepitosa rimonta in Champions League contro l’Atletico Madrid, senza Chiellini e Ronaldo e con quasi 20 punti di vantaggio sulla seconda in classifica giocare una partita completamente scarichi sia a livello fisico che mentale, girando totalmente a vuoto, è anche comprensibile. 
Certo, non può far piacere aver perso l’imbattibilità stagionale in campionato ma come sostenuto anche da Allegri a fine gara Se abbiamo scelto una gara per perdere, come quella di Bergamo, diciamo che è stata la partita giusta, perché viene dopo una qualificazione ai quarti di finale di Champions League e prima della sosta.
Da qui a fine stagione (pensiero comune) bisognerà sicuramente attenderci altre partite di questo tipo da parte della Juventus.
Inutile girarci intorno, dopo la paura per esser riusciti ad evitare solo in extremis il fallimento dell’eliminazione dagli ottavi di finale di Champions e con la vittoria dell’ottavo scudetto consecutivo già in cassaforte da tempo, la Juventus deve adesso pensare solo ad arrivare fino in fondo in Europa.
Tutto il resto, campionato in primis, deve passare ovviamente in secondo piano.
In futuro, ci aspettiamo quindi una gestione di Ronaldo (e non solo) centellinata e dosata in campionato per preservarlo al meglio per le prossime serate di Coppa. Una gestione “alla Zidane”.
Un cambio di mentalità importante questo in casa bianconera agevolato anche e soprattutto dall’enorme distacco di vantaggio in Serie A sul Napoli, prima inseguitrice.
 
Ajax da non sottovalutare. Il sorteggio di venerdì scorso, che ha regalato alla Juventus per i quarti di finale la sfida con l’Ajax, indica chiaramente la strada spianata verso Madrid, che la squadra bianconera è chiamata però a perseguire fino alla fine. Contro i terribili ragazzi olandesi che hanno già strapazzato a domicilio il Real Madrid nel turno precedente bisognerà arrivare al meglio soprattutto da un punto di vista fisico. E allora, se si perderà qualche partita e qualche punto in campionato per ottenere questo obiettivo non bisognerà fare drammi. Certo non potrà mai fare piacere ma bisogna sempre pur dare il giusto valore alle singole cose. 
Dalle pagine di questa rubrica abbiamo più volte criticato in passato l’atteggiamento di Allegri in alcune partite e la mancanza di gioco in quasi tutte. Stavolta proprio non ce la sentiamo invece di affondare il dito nella piaga. I tifosi bianconeri sono stati abituati troppo bene in questi anni da un punto di vista dei risultati sportivi; stiamo comunque giudicando una squadra che non perdeva da quasi un anno e che prima della gara di Marassi in questa stagione aveva vinto 24 partite su 27 in Serie A. Numeri mostruosi. Un ruolino di marcia straordinario, senza rivali.

Non è facile, con un vantaggio simile sul Napoli, e con la testa alla Champions continuare a trovare stimoli anche in campionato. Non è facile per niente. Allegri dovrà esser bravo a tenere alta la tensione del gruppo in Italia ma dando chiaramente priorità massima all’Europa, soprattutto nella distribuzione delle forze fisiche.
L’unico dubbio che ci rimane dalla gara di Marassi è il perché del mancato utilizzo dall’inizio di quel Kean che nelle ultime settimane ha dimostrato di essere in una condizione pazzesca. Utilizzare questo ragazzino del 2000, per far rifiatare Ronaldo ma anche un sempre più irriconoscibile Mandzukic, in questo momento ci sembra la cosa più logica. Adesso però arriva la sosta che sicuramente servirà a riordinare le idee e ricaricare le pile in vista del rush finale. Alla ripartenza del torneo la Juventus si ritroverà in rapida successione Empoli e Cagliari, due avversari da rispettare assolutamente ma che sulla carta non mettono alcuna paura. Poi prima della gara di andata contro gli olandesi, ci sarà il Milan da affrontare e lì saremo davvero curiosi di vedere come Allegri gestirà il turn-over. Sarà nuovamente capace di non convocare CR7 per preservarlo al massimo o si lascerà tentare dal blasone dell’avversario italiano rischiandolo per una partita che potrebbe non avere alcun valore specifico per la stagione bianconera? La strada verso Madrid passa anche da queste cose, da queste scelte. Con un vantaggio così ampio e rassicurante in campionato, Allegri si può permettere davvero tutto il turn-over che riterrà necessario anche a costo di perdere qualche altro punto. Perdere qualche altra partita poi non sarebbe davvero un dramma.
Un dramma sarebbe non passare il turno ai quarti contro l’Ajax
, soprattutto dopo la fatica fatta per ribaltare l’Atletico la settimana scorsa. Un fallimento sarebbe stato esser eliminati agli ottavi dalla squadra di Simeone e non certo l’aver perso contro il Genoa, vera bestia nera dei bianconeri in questi ultimi anni.

@stefanodiscreti