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Con la sacrosanta e meritatissima vittoria in Champions League del Bayern Monaco è terminata ufficialmente la stagione 2019/2020, la più complicata di sempre della storia del calcio. La vittoria dei tedeschi pone la Juventus dinanzi ad un quesito importante: è stata sbagliata la politica di mercato degli ultimi anni? Eh sì, perché a vincere stavolta non è stata una squadra con un monte ingaggi superiore o investimenti pesanti nel calciomercato. No. A vincere è stata una squadra che ha puntato per la maggioranza su un’ossatura composta da giocatori della propria nazione accompagnati da giovani talenti e non solo inseriti nel tempo con una lenta programmazione a medio/lungo termine. Proprio come era un tempo la Juve. A Berlino (la formazione bianconera più forte dell'ultimo decennio), per dire, la Juventus ci arrivò proprio così. Programmando negli anni la crescita costante di un organico attraverso l’inserimento di giovani e campioni ad ogni sessione di mercato.

BASTA OVER 30 - Da un po’ di anni a questa parte la Vecchia Signora ha smesso invece di esser se stessa sotto questo punto di vista. Sempre meno italiani in rosa (i pochi rimasti sono per lo più vecchi e logori), sempre meno giovani su cui costruire il futuro. Un esercito di giocatori over 30 all’ultima chance (all-in o niente) con iper-ingaggi da sostenere e difficili (praticamente impossibili) da piazzare in uscita quando fuori dal progetto. Una programmazione a brevissimo termine che non ha assolutamente prodotto i risultati sperati, anzi per assurdo è andata a peggiorarli in maniera nettissima. La Juventus degli ultimi 2 anni ha vinto meno di quella dei 7 anni precedenti nonostante un monte ingaggi triplicato nel breve tempo. Non evidenziare questo fatto incontestabile sarebbe voler nascondere a tutti i costi la testa sotto la sabbia come gli struzzi.
EFFETTO RONALDO, PUNTO DI NON RITORNO? - Se il primo vero colpo anti-storico della Juve è stato l’acquisto di un Higuain 29 enne a 94 milioni di euro (oggi praticamente invendibile a qualsiasi squadra), l’acquisto di Cristiano Ronaldo nell’estate del 2018 ha portato la squadra bianconera ad un punto di non ritorno, perlomeno in tempi brevi. Nulla da dire sul fenomeno portoghese, campione e professionista esemplare, che il suo ingaggio se lo merita tutto ma è tutto il contorno che ha preso ormai una strada viziata. Senza CR7 in rosa mai si sarebbero concessi stipendi da 4 milioni di euro l’anno a gente come Danilo, o 6 a Ramsey o 7 a Rabiot. Si è innalzata in maniera spaventosa la media ingaggi costringendo adesso, anche giustamente, Dybala a chiedere praticamente il doppio del suo attuale stipendio per rinnovare. La domanda che si sarà fatto Paulo (insieme al suo staff) è anche onesta “se Danilo guadagna 4 e Adrien 7, io quanto dovrei prendere allora? Almeno 15 in proporzione...”. Un circolo vizioso da cui sarà difficile uscire nel breve termine senza danni. Khedira, Higuain, Danilo e non solo, dimostrano che sarà difficile liberarsi di giocatori vecchi e con ingaggi mostruosi e tutto questo finirà per condizionare inevitabilmente il mercato della nuova Juve di Pirlo come già fatto in negativo per quella di Sarri. Bisogna avere il coraggio di ammettere, anche pubblicamente, di aver sbagliato in modo clamoroso negli ultimi 2 anni con ritorni insensati, rinnovi folli e acquisti 'sóla'. Solo a quel punto si potrà tornare a programmare come fatto sapientemente dal Bayern negli ultimi anni. Troppo facile tesserne le lodi adesso, potrebbe pensare qualcuno, ma se un giocatore come Coman (non certo un fenomeno come Henry da rimpiangere) può diventare decisivo anche a 4 anni di distanza dal suo acquisto è perché nonostante gli infortuni e la mancanza di continuità è ancora un calciatore giovanissimo e quando si ha talento puro e l’età dalla propria parte prima o poi la stagione, l’occasione giusta, arriva sempre. Il primo ciclo europeo della Juve è finito a Cardiff (con la maggioranza dei protagonisti in campo che avrebbero meritato la dismissione...): prima si accetterà questo e prima la Vecchia Signora tornerà ad essere una vera protagonista anche in Champions League. Altrimenti si continuerà a puntare tutto solo sul talento fenomenale di Cristiano Ronaldo che però ha già ampiamente dimostrato di non poter fare miracoli da solo. In fondo la differenza tra il Real Madrid che vinceva Champions League a ripetizione e la Juventus degli ultimi 2 anni è tutta lì, non certo nelle prestazioni del fenomeno portoghese ma, nelle restanti 10 maglie assegnate ad ogni partita dall'allenatore di turno ai compagni di squadra di CR7...

@stefanodiscreti