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Una brutta Juve esce indenne dallo stadio Olimpico di Roma grazie alla doppietta di Cristiano Ronaldo. Un passo indietro, netto, per la squadra di Pirlo rispetto alla gara d’esordio contro la Sampdoria. Male, molto male, a centrocampo la coppia McKennie-Rabiot, perennemente in difficoltà. Male Morata nella sua prima partita di ritorno in bianconero. La Roma di Fonseca, trascinata da un Veretout in stato di grazia, butta via una grandissima occasione fallendo proprio con l’attesissimo Dzeko l’occasione decisiva per chiudere la sfida. Siamo ancora all’inizio della nuova stagione e quindi in pieno rodaggio ma l’impressione, evidenziata anche dai campi del secondo tempo, è che la squadra juventina non possa prescindere a centrocampo dalla coppia titolare Bentancur-Arthur. Un passo indietro anche per Kulusevski, soprattutto per la posizione penalizzante in cui è stato schierato in campo stavolta, troppo lontano dalla porta avversaria nella circostanza. C’è molto da lavorare in casa Juve e questo lo sa bene anche Pirlo.
 
ROSA INCOMPLETA - Manca ancora una settimana al termine della campagna acquisti estiva 2020 e la Vecchia Signora avrebbe sicuramente bisogno di qualche assestamento in corso. Sarà davvero difficile, tuttavia, far combaciare esigenze finanziarie ad esigenze tecniche in tempi così stretti, subordinate ovviamente anche ad evidenti necessità di piazzare prima gli esuberi in rosa. L’affare Morata ne è l’esempio più lampante. Alla fine la Juventus, pur di non rimanere con un pugno di mosche in mano con gli obiettivi di mercato prefissati, ha preferito puntare su un usato sicuro in “leasing” e al minor prezzo possibile nell'immediato, d’altronde il mercato post-Covid è anche questo. In assenza di liquidità finanziaria e con tempi strettissimi per programmare al meglio una stagione, in alcune circostanze meglio accontentarsi piuttosto che rischiare di restare al passo. Le conseguenze però, in alcune circostanze, sono evidenti. Non sarà facile per Andrea Pirlo trovare il bandolo della matassa in tempi brevi perché la formazione bianconera non sembra essere assemblata alla perfezione. Vi sono evidenti lacune (sugli esterni, a centrocampo ed in attacco) che richiederanno grandi sforzi mentali ed ingegnosi per esser colmate. Di sicuro la Juventus, che già nel corso dell’era Sarri si era rivelata Ronaldo dipendente, rischia adesso sotto la nuova gestione di essere ancora più collegata alle prestazioni del fenomeno portoghese. La partita contro la Roma è un campanello d’allarme importante in tal senso. La squadra bianconera è riuscita a riprendere la gara solo grazie al numero 7 juventino e all’espulsione di Rabiot, che invece di favorire i giallorossi ha finito per dare una spinta emotiva alla Juventus. Un sussulto d’orgoglio.
 
RABIOT-PELLEGRINI, TRATTAMENTO DIVERSO - A proposito dell’espulsione di Rabiot (il francese è stato il peggiore in campo per distacco della sfida), il centrocampista transalpino ha lasciato in 10 i suoi compagni dopo aver causato ingenuamente un calcio di rigore nel primo tempo per un evidente tocco di mano e aver commesso uno sciocco fallo di gioco nel corso del secondo tempo; identica sequenza dei falli commessi anche dal romanista Pellegrini che però, a differenza di Rabiot, è riuscito a portare al temine la sfida. L’interpretazione per cui il fallo di mano di Pellegrini, che ha portato al rigore del primo pareggio di Ronaldo, non sia stato punito anche lui da cartellino giallo da parte dell’arbitro Di Bello genera come minimo fonte di discussione, di confronto. Il centrocampista della nazionale italiana con un fallaccio di gioco e un tocco di mano se l’è cavata solo con un giallo. A pari condizioni, Rabiot s’è beccato invece un rosso, per doppio cartellino. C’era davvero differenza tra i loro interventi? Siamo certi che a situazioni invertite (rosso a Pellegrini e solo giallo a Rabiot) ora l’argomento disparità di trattamento (sudditanza psicologica…) sarebbe la principale chiave di lettura del pareggio dell’Olimpico.
 
@stefanodiscreti