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La quiete dopo la tempesta
Dopo l’inaspettata eliminazione in Champions League contro il Lione di Garcia e soprattutto dopo il clamoroso allontanamento dalla panchina di Maurizio Sarri, neo campione d’Italia, in casa Juventus è il momento dell’assestamento.
Gli scossoni della settimana scorsa hanno ovviamente prodotto crepe minando nel medio/breve termine le certezze acquisite.
Adesso bisogna programmare il futuro in fretta anche perché non c’è molto tempo per pianificare la nuova stagione.
 
La Juve di Pirlo
Sta nascendo, come giusto che sia, la Juve di Pirlo e prima di tutto si è deciso di organizzare al meglio lo staff che lo affiancherà in questa affascinante avventura; una scelta decisiva, fondamentale perché con la totale inesperienza nel settore dell’ex numero 21 bianconero, scegliere i migliori compagni di viaggio è la prima cosa da fare in assoluto, ancor prima del calciomercato e della costruzione della rosa che costituirà la Juventus nella stagione 2020/2021.
Poi, cosa ovviamente già nota, va proseguito il lavoro iniziato con Sarri di dismissione di quei giocatori non più giovani, fuori dal progetto e che appesantiscono il bilancio bianconero in maniera assai importante.
Ha iniziato il giro delle danze Blaise Matuidi (grazie per la professionalità dimostrata in tutti questi anni) ma ovviamente non basterà.
Ancora una volta nel frattempo la Vecchia Signora ha ottenuto 0 (zero) dalla cessione di un “rinnovato” a conferma di quanto sbagliata sia stata la politica dei rinnovi automatici degli ultimi anni adottata dalla dirigenza juventina; nelle migliori occasioni si è evitato di pagare una lauta buona uscita ma mai è stato ricavato qualcosa in termini finanziari. Mai.
 
Sarà rivoluzione?
Per ottenere fondi dal tesoretto cessioni e finanziare il mercato la Juventus dovrà però ovviamente mettere sul piatto ben altri nomi.
D’altronde la scelta di Pirlo si spiega anche in questo senso, poter vendere qualsiasi calciatore (anche i presunti intoccabili) senza che il Mister possa puntare i piedi nel frattempo.
Non ci sono incedibili nella rosa bianconera, forse il solo De Ligt in questo momento si può considerare tale per il rapporto tra qualità, prezzo ed età.
Per un motivo o per un altro, persino Paulo Dybala e Cristiano Ronaldo potrebbero finire invischiati in future trattative di mercato.
Non bisogna però pensare che la Juventus stia avviando un percorso di ridimensionamento, è più giusto considerarlo un rinnovamento.
Dopo un ciclo lunghissimo di vittorie di 9 anni e una media età altissima in rosa è giusto che si decida di rinnovare totalmente il parco giocatori andando a ringiovanire tutti i settori.
Si è deciso di partire dalla panchina e adesso, passo dopo passo, toccherà a tutto il resto.