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L’ennesimo rinvio in merito alla telenovela estiva tra la Juventus e Manuel Locatelli ha quasi dello stucchevole. Davvero ingiustificabile che una trattativa di questo livello stia durando così tanto. Qui non c’è di mezzo né una squadretta di mezza classifica né un top player che ti cambia il volto della squadra. È davvero surreale che Juventus e Sassuolo non abbiano trovato ancora un accordo in merito nonostante siano praticamente le uniche parti interessate a concludere la trattativa, praticamente senza concorrenza. C’è già chi rimpiange i vecchi dirigenti bianconeri degli ultimi anni, se poi si confronta questa trattativa con quelle del passato più lontano al pubblico bianconero viene quasi da piangere. Un tempo i tormentoni estivi erano per arrivare a fenomeni come Nesta, Henry, Emerson o Vieira. Oggi invece non bastano tre mesi per portare a casa un Locatelli qualunque, non un Marco Tardelli ma bensì Locatelli, con tutto il rispetto per il promettente centrocampista recentemente campione d’Europa con la nazionale italiana.
 
LA PAURA DEL SASSUOLO - Ora che la Juventus sembra essersi avvicinata in modo decisivo alle richieste (anche evidentemente eccessive, ma giusto che senza problemi di liquidità si facciano valere le proprie ragioni) da parte del Sassuolo, un ultimo ostacolo può bloccare il trasferimento: l’obbligo di riscatto del ragazzo dopo il prestito annuale a prescindere dal piazzamento finale della Vecchia Signora al termine del prossimo campionato di Serie A. Evidentemente il Sassuolo teme che la Juventus possa terminare fuori dai primi quattro posti in classifica. Ma anche fosse così, perché non chiudere lo stesso la trattativa? Finanche la Juve non riscattasse il giocatore la prossima estate, la squadra emiliana avrebbe incassato già svariati milioni per il prestito annuale e avrebbe tutte le possibilità, vista la giovane età del ragazzo, di venderlo altrove e ricavarci anche più soldi. Di cosa ha paura quindi il Sassuolo?  Forse che un’altra annata negativa in casa Juventus con un fallimento epocale che corrisponda alla mancata qualificazione in Champions possa svalutare il prezzo di mercato di Locatelli? Evidentemente anche loro allora non sono così convinti del valore del ragazzo a grandi livelli. Ne abbiamo visti d’altronde di calciatori semi-fenomenali in provincia sparire poi nelle grandi metropoli sotto il peso delle responsabilità di chi deve sempre vincere.
 
LA PAURA DELLA JUVE - Dall’altra parte invece, possibile che la Juventus senta il bisogno di inserire la clausola di arrivare nelle prime quattro per il riscatto obbligatorio del ragazzo? Possibile che nonostante il ritorno del “salvatore della patria” Allegri in panchina la dirigenza bianconera, alla soglia dell'inizio del campionato di Serie A, si voglia tutelare con una clausola che preveda il non riscatto obbligatorio in caso di mancata qualificazione alla Champions League rischiando di far saltare la trattativa? Se il giocatore è forte, così come lo si vuol far credere, il prezzo del suo cartellino dovrebbe valere sia con una stagione da ricordare alle spalle sia dopo una stagione nefasta da cui ripartire in fretta. Evidentemente nemmeno la Juventus è convinta sino in fondo della forza del ragazzo. Sia il Sassuolo che la Juventus quindi temono di prendere la "sòla" con l’affare Locatelli, l’unico che però alla fine di tutto rischia di rimetterci davvero perché comunque andrà a finire l’interminabile trattativa il ragazzo verrà caricato di responsabilità da una parte o dall’altra che evidentemente non meritava. Se il calcio italiano è messo così male economicamente non è certo colpa sua…

@stefanodiscreti