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Chi si aspettava una pronta riscossa da parte della Juventus dopo il tonfo di Verona è rimasto sicuramente deluso. Anche nella gara di San Siro in Coppa Italia, la Vecchia Signora ha confermato il momento di evidente appannamento che sta attraversando nell’ultimo periodo. La cosa migliore di tutta la serata per i bianconeri, alla fine, è senza dubbio il risultato che candida la squadra juventina al ruolo di favorita nella sfida per accedere alla finale.
Sicuramente, il Milan avrebbe meritato qualcosa di più soprattutto per averci provato con una maggiore convinzione lungo l’arco di tutta la gara. A differenza del derby di domenica scorsa, infatti, la squadra rossonera ha disputato sia un buon primo tempo che un’ottima ripresa. Stavolta la squadra di Pioli non è uscita dal campo al ritorno dagli spogliatoi. Grazie al gol di Rebic (che errore De Sciglio in marcatura) si stava quasi per portare a casa una preziosa vittoria. Il contestato rigore concesso (forse ce n’erano due più netti prima a favore della Juve) dopo consulto al Var da Valeri ha determinato l’esito della partita consentendo a Ronaldo di iscrivere nuovamente il suo nome all’interno del tabellino dei marcatori.
 
SARRI, CHE FATICA - Una prova difficile da commentare, perché se si va ad analizzarla nel dettaglio non si può fare a meno di evidenziare il momento negativo che si sta vivendo in casa Juve. Sarri sta faticando (e non poco) a ritrovare la “sua” squadra, con evidenti difficoltà dei singoli giocatori a far parte di un sistema di gioco che dovrebbe invece esaltarne le qualità. Il solo Dybala ha cercato più volte nel corso dei novanta minuti di dare una svolta positiva alla gara. L’esperimento di Ramsey schierato da mezz’ala non ha sicuramente superato l’esame, così come sono state evidenti le difficoltà riscontrate da Cuadrado nel riadattarsi al suo vecchio ruolo offensivo. Da salvare, oltre al risultato finale e al rendimento di Dybala, sicuramente la prestazione di Buffon che anche a 42 anni riesce comunque a rendersi ancora protagonista, salvando la porta juventina in più occasioni. Ci si interroga ovviamente sulla causa che ha visto la Juventus nell’ultimo periodo inanellare una sequenza di gare negative in cui, soprattutto in trasferta, si sta evidenziando un serio problema anche di risultati. Non può essere solo una questione di testa. La speranza è che nel corso delle sosta per le festività si sia svolta una preparazione fisica particolare per rifiatare un po’ in questa fase ma arrivare al meglio nel momento decisivo della stagione e non ripetere l'errore dell'anno scorso.
 
COSI' SI VA A CASA - Dopo il passo falso di Verona e con le contemporanee vittorie di Lazio e Inter di domenica scorsa in campionato, la Juventus ha visto assottigliarsi in maniera importante il vantaggio acquisito nei confronti delle avversarie in campionato, cosa che potrebbe condizionarne sicuramente la gestione della rosa nelle prossime partite, soprattutto adesso che sta per ripartire la Champions League. Sembra quasi scontato e banale scriverlo, ma è giusto evidenziarlo per non gridare alla crisi irreversibile ma nemmeno sottovalutare il momento che si sta passando: giocando come nelle ultime trasferte (in Campionato, Supercoppa Italiana e Coppa Italia) la Juventus in questo momento andrebbe fuori anche dal Lione rabberciato di Garcia. In Champions non ci sono seconde occasioni per rimediare, ogni errore si paga doppio. Sarri ha poco più di 10 giorni (e due gare sulla carta non troppo complicate contro Brescia e Spal) per ritrovare il bandolo della matassa e proporre la migliore Juventus per l’accoppiata in sequenza Lione-Inter che forse non deciderà la stagione bianconera del tutto ma di sicuro la indirizzerà in maniera fondamentale. Sbagliare lì vorrebbe dire quasi sicuramente bruciarsi la stagione.