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E' il doppio ex della sfida più attesa della giornata. Da ragazzo ha indossato la maglia della Fiorentina prima di passare alla Juventus, a seguito del fallimento dei viola nel 2001. Con la maglia bianconera si è tolto lo sfizio di vincere due tornei di Viareggio nel 2003 e nel 2004, edizione nella quale si è aggiudicato anche il premio di miglior giocatore della Coppa Carnevale. Andrea Luci oggi è il capitano coraggioso del Livorno. Sta svolgendo la riabilitazione dopo l'infortunio al ginocchio rimediato a Cagliari venti giorni fa e nel frattempo si occupa del ristorante nel centro città di cui è proprietario insieme all'ex compagno di squadra Luca Mazzoni. Il locale si chiama «La Vecchia Ciurma» e non ci troverete il tipico piatto torinese, la bagna cauda, e ma forse neanche la fiorentina: «D'altronde – dice sorridendo al quotidiano Il Tirreno- la nostra è una cucina livornese che si basa sul pesce. Se però devo scegliere, preferisco la bistecca alla bagna cauda». Di certo nel menù del pranzo di domani c'è Juventus-Fiorentina... «Sì. Nel ristorante abbiamo pure Sky. A parte gli scherzi. E' davvero una sfida affascinante». Chi può deciderla? «Per la Fiorentina Cuadrado: quando c'è lui, quella di Montella è un'altra squadra. Per la Juventus dico Carlitos Tevez, unoi che sta facendograndissime cose al suo primo anno nel nostro campionato,ma i bianconeri hanno un organico così completo che possono vincerla con chiunque». Facciamo un gioco: se tu fossi Conte che cosa diresti alla tua squadra? «Di mettercela tutta per vendicare la sconfitta dell'andata. Ricordate? La Juve vinceva 2-0 e perse 4-2, subendo una rimonta che probabilmente brucia ancora ai giocatori bianconeri». E al posto di Montella? «Direi ai ragazzi che quella è la partita più sentita della stagione. Da una parte e dall'altra sarà determinante l'atteggiamento che è dato dalle motivazioni. Tecnica e tattica passano quasi in secondo piano in scenari come questi dove il fattore emotivo conta tantissimo». La Juve ha chiuso il campionato o c'è ancora un piccolo margine per la Roma? «No, no. Campionato morto e sepolto. I bianconeri sono troppo più forti e imprendibili per qualsiasi squadra». La Fiorentina invece può ancora centrare il terzo posto? «E' difficile. Sette punti da recuperare al Napoli sono tanti, ma l'impresa non è impossibile. Molto dipenderà dal cammino in Europa delle due contendenti. Chi va più avanti nella competizione continentale avrà meno energie in campionato. I viola devono crederci e non mollare mai, solo così possono sperare di uscire dallo Juventus Stadium con qualcosa in mano di positivo». Per chi farai il tifo? «Per nessuno. Spero di assistere a un grande spettacolo, ma ormai mi interessa solo il Livorno. La maglia amaranto ha un valore assoluto pert me, gli altri facciano quel che vogliono...». Però con Fiorentina e Juventus hai spiccato il volo... «Certo. Ero partito a undici anni, ero poco più di un bambino, dal Salivoli e mi ritrovai a Firenze in maglia viola. E poi a Torino. Appena arrivato in bianconero mi allenai con la prima squadra. Era la Juve di Lippi e Zidane. Un'esperienza straordinaria che ricordo con entusiasmo, immaginate che emozione potesse essere per un ragazzino. Emozioni forti, come quelle vissute al torneo di Viareggio con compagni di squadra come Mirante, Palladino, Marchisio, Bentivoglio, Paolucci, Chiumiento, Volpato. Altri tempi. Ora faccio da spettatore e spero di tornare in campo con la maglia amaranto. Nel frattempo buon Juve-Fiorentina a tutti!»