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Il parco stadi della Serie A è sempre più vecchio e sempre più brutto e come se ciò non bastasse, i nostri stadi sono quelli con la più alta percentuale di vuoti sugli spalti, un fenomeno che dura ormai da quasi due decenni e che non accenna a diminuire semplicemente perché, non è ancora partito un massiccio rinnovamento dei nostri impianti. Il paragone con il resto d'Europa è ormai semplicemente impietoso, e non mi riferisco tanto a Inghilterra, Germania e Spagna, con il quale ormai non può esserci il minimo confronto da qualsiasi punto di vista, ma anche a Francia e Portogallo che negli ultimi 15 anni, approfittando degli Europei del 2004 e del 2016 hanno rinnovato nel migliore dei modi il proprio scenario calcistico costruendo autentici gioielli come il Da Luz (2003, 66.000 posti), il Parc OL (2016, 60.000), l'Allianz Riviera (2013, 36.000) oppure semplicemente rinnovando impianti storici già esistenti e trasformandoli in teatri mozzafiato come nel caso del Velodrome di Marsiglia che per gli Europei è stato massicciamente ristrutturato e ha portato la sua capienza a 67.000 posti.

Si rimane però attoniti quando si scopre che anche nazioni storicamente considerate "minori" dal punto di vista calcistico ci hanno ampiamente superato in fatto di stadi e in particolare mi riferisco a Turchia e Polonia, che negli ultimi anni, hanno realizzato degli impianti che non hanno assolutamente nulla da invidiare a quello che in Italia viene considerato come il nostro gioiello più appariscente, ovverosia lo Juventus Stadium, dalla prossima stagione ribattezzato Allianz Stadium. Nel caso della Polonia si è approfittato degli Europei del 2012 per rinnovare tutto il parco stadi del paese, e cosi con gli incentivi statali sono stati realizzati il PGE Narodowy di Varsavia con i suoi 58.000 posti a sedere ma anche i vari INEA Stadion, Stadion Wroclaw, Stadion Energa, tutti impianti con una capienza superiore alle 40.000 unità - anche se di poco - tutti impianti nei quali giocano club non di primissimo livello dal punto di vista calcistico come Lech Poznan, Slask e Lechia.

Ma se si prende in considerazione il caso della Turchia la forbice aumenta ancora, perché questa nazione pur essendo ai margini del calcio Europeo e pur non avendo mai potuto approfittare dell'organizzazione di un grande evento calcistico internazionale, ebbene anch'essa può fregiarsi di un parco stadi nettamente superiore al nostro. Tralasciando le 3 grandi storiche di Istanbul che possono contare sull'appoggio di masse calcistiche sterminate e che negli anni hanno costruito o rinnovato gioielli come il Turk Telekom Stadium del Galatasaray con i suoi 53.000 posti o il Vodafone Park del Besiktas con i suoi 41.000, oppure ancora il leggendario Sukru Sarakoglu (ribattezzato Ulker Stadyumu) con 51.000 posti, dicevo si rimane veramente sconcertati quando si scopre che anche club decisamente minori come il Konyaspor e il Bursaspor possono entrambi contare rispettivamente su impianti superiori ai 40.000 posti, con la Torku Arena (42.000) e la Timsah Arena (44.000) senza poi dimenticare la quarta grande di Turchia, ovvero il Trabzonspor che con il suo Medical Park Stadyumu supera anch'essa le 40.000 unità. Tutti stadi moderni e di ultima generazione, e dotati di tutti gli standard minimi in fatto di sicurezza e comodità, tutti stadi che ripeto non hanno nulla da invidiare al tanto osannato Stadium della Juve.

In Italia il pensiero dominante è quello secondo cui dovremmo costruire stadi sempre più sicuri ma soprattutto più piccoli, stadi che dovrebbero essere compresi in un range che va dai 20.000 ai 55.000 posti al massimo, come nel caso del nuovo stadio della Roma o come nel caso del progetto (poi abortito) di quello che doveva essere considerato il nuovo stadio del Milan. La cosa peggiore è che di questo sono convinti soprattutto i tifosi italiani, i quali non si rendono conto del patrimonio storico di certe tifoserie come quelle di Roma, Milano e Napoli, che hanno sempre necessitato di grandi impianti per poter manifestare nel migliore dei modi la propria passione. Non ci si rende conto che il modello degli stadi piccoli, non viene seguito da nessun'altra parte in Europa, anche l'Inghilterra infatti ha virato decisamente verso le costruzione di impianti superiori ai 55.000 posti e i casi di Arsenal, Man.City, Tottenham, Liverpool sono li a dimostrarlo. Non ci si rende conto soprattutto che uno stadio come quello di San Siro è un patrimonio unico a livello mondiale, e che se ristrutturato nel migliore dei modi non avrebbe nulla da invidiare a nessun altro stadio nel mondo.

Ma la verità è semplicemente un'altra purtroppo, e cioè che in Italia non interessa tanto come sarà l'architettura e la capienza dei  nuovi stadi, quanto soprattutto ciò che si costruirà intorno ad esso...

@Dragomironero