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Il messaggio è forte e chiaro. «La Juve l’ho scelta io, sono qui per vincere lo scudetto e tornare in Europa».

Non a caso in patria Arturo Vidal è soprannominato «El guerrero», il guerriero. Lo ricorda tra una risposta e l’altra della conferenza stampa di presentazione.

«Ho carattere e grinta, amo tenere il pallone tra i piedi, sono un giocatore tecnico e sarò utile al gioco di Conte, ovunque decida di impiegarmi».

Gli toccherà coprire le spalle ad Andrea Pirlo, una sorta di guardia del
corpo inmezzo al carischio di snaturare le caratteristiche offensive e la facilità con la quale arriva al gol, qualità che lo hanno contraddistinto
nel Colo Colo e nella Bundesliga.


«Conosco Pirlo, è un grandissimo giocatore —prosegue Vidal senza l’aiuto dell’interprete—. Posso soltanto imparare giocando al suo
fianco.Mi metterò a disposizione della squadra, ma il mio obiettivo è quello di migliorare sempre.Quindi spero di segnare più gol che con il Bayer».
L’a.d. Beppe Marotta descrive così Vidal: «Lo abbiamo voluto
fortemente, corrisponde al profilo di giocatore che cercavamo giovane, ma con un bagaglio d’esperienza notevole.

Il sindacato tedesco dei calciatori lo ha eletto come terzo miglior giocatore della Bundesliga. E’ stata una trattativa difficile, altri club lo volevano.

La volontà del giocatore ha fatto la differenza. Ha rinunciato alla
Champions con il Bayer per la Juve». Poi Marotta svela un aneddoto: «Quando è venuto in sede dopo le visite mediche per le foto di rito non voleva più togliersi la maglia, sembrava più un tifoso che raggiunge il sogno nel cassetto piuttosto che un calciatore già affermato».

Vidal sorride alla traduzione e conferma. La maglia 23 indossata nel Colo Colo, numero portafortuna, l’ha chiesta a Marotta e dopo un breve saluto al telefono a Conte. La prossima settimana «vertice» Del Piero-Buffon per l’assegnazione di tutti i numeri.