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"Sì, abbiamo provato a prenderlo". Lo ha confermato anche Leonardo e non poteva fare altrimenti: il Milan a gennaio scorso ha davvero tentato il colpo Moise Kean, lo stesso bambino d'oro della Juventus che ha colpito per il 2-1 allo Stadium. Pensare che poteva giocare quella partita a maglie invertite, perché il Diavolo lo ha tentato non poco e la fede rossonera di Moise da piccolo non c'entra; Leonardo ha fatto sul serio, non solo a gennaio ma anche appena dopo il mercato invernale provando a riprendere i contatti. Niente da fare, la Juventus ha detto no pure per giugno nonostante il 'problema' contratto che la dirigenza è convinta di risolvere molto presto grazie a un incontro già in agenda con l'agente Raiola.

RETROSCENA RINO - Dietro ai tre tentativi rossoneri - iniziati a dicembre e finiti oltre il mercato d'inverno - c'è la regia di Leonardo, ma soprattutto l'insistenza di Rino Gattuso. Proprio lui, l'allenatore rossonero che più di tutti voleva credere nel progetto di far esplodere Kean definitivamente: la sua decisione con i dirigenti è stata di avallare l'affare Moise a ogni condizione, pretenderlo tra le prime richieste alla voce 'acquisti'. Non pensate al Moise di oggi, decisivo e protagonista sempre; solo poco più di un mese fa non giocava praticamente mai, era incupito in panchina e in attesa di una chance. Rino ci aveva visto lungo, lo voleva al Milan a ogni costo, sicuro che fosse perfetto in un 4-4-2 al fianco di Piatek. "Portatemelo quel ragazzo, fidatevi", ripeteva Gattuso a Leonardo e Maldini nelle riunioni di mercato. Ci hanno provato, niente da fare. Oggi Kean è una realtà della Juventus che si gode il suo talento in vetrina più che mai. La conferma di Leonardo è un indizio, ma Gattuso ha le prove: voleva Moise per davvero, primo rimpianto del mercato scorso. Anche per giugno, rimarrà soltanto un giovane, promettentissimo sogno.