Sono le due rivelazioni del campionato. Non le uniche, certo, ma Zaniolo e Kean sono i due veri e inaspettati meteoriti precipitati in Serie A in questa stagione, con tempistiche diverse, ma con il denominatore comune di essere sbocciati in un lampo e di essere diventati subito decisivi. Una condizione che oggi li pone già al centro di voci di calciomercato e interessi da parte di grandi club e, d’altro canto, pone Roma e Juventus nella condizione di aggiungere un assegno circolare al loro carnet depositato nel cassetto dei futuri maxi incassi. 

Zaniolo e Kean sono già, in potenza, le due più grandi plusvalenze generate in questa stagione dal nostro calcio. Per età, rendimento, costo storico, potenzialità. Anche se con alcune questioni contrattuali o di incroci di calciomercato che potrebbero deviare il percorso ipotizzabile.

Nicolò Zaniolo è arrivato a Roma per lungimiranza della dirigenza giallorossa, certo, ma insieme a Santon anche come cuscinetto per ammortizzare il costo che l’Inter avrebbe dovuto sostenere per l’acquisto di Radja Nainggolan, un pretoriano di Spalletti. Entrato una prima volta a fine settembre contro il Frosinone, da Fiorentina-Roma di inizio novembre il suo percorso di crescita dirompente non si è più arrestato. 

Oggi conta 4 gol in campionato e 2 in Champions League, oltre che un ingresso stabile in Nazionale maggiore e il valore del suo cartellino è lievitato. Forse anche grazie al prevedibile “effetto Ajax”, cioè la fiammata inflattiva che tutti si attendono sul mercato questa estate quando giovani fenomeni alla de Ligt arriveranno sul mercato (senza considerare i 75 più bonus già spesi dal Barcellona per il centrocampista 21 enne de Jong).

Zaniolo è uno dei giocatori attualmente più “economici” nel bilancio della Roma che, è bene ricordarlo, è uscita da 6 mesi dal regime di settlement agreement imposto dall’Uefa e non avrà quindi obblighi vincolanti questa estate. Sebbene una gestione equilibrata sia sempre consigliabile, perché il monitoraggio resta costante per tutte le partecipanti a competizioni continentali.

Il costo storico dell’ex Inter a giugno sarà di 4,5 milioni di euro (oneri accessori compresi), come si evince dall’ultima relazione semestrale del club depositata a fine dicembre:



La società di James Pallotta è contrattualmente ben protetta nei confronti del giocatore perché legato da un contratto di altri 4 anni, anche se non è plausibile che il rapporto possa proseguire con l’attuale stipendio da 700 mila euro, il più basso della rosa insieme a quello del portiere Fuzato e inferiore sulla carta anche a quello del difensore Bianda che non si è nemmeno mai affacciato alla prima squadra, seppur colpito anche da infortunio.

Zaniolo ha recentemente cambiato procuratore passando a Claudio Vigorelli che nei giorni scorsi si è detto sorpreso delle dichiarazioni di Francesco Totti che paventava un “tutto fatto” per il rinnovo del giovane centrocampista. 

Darne una valutazione oggi è difficile. Le cifre si inseguono e il valore di un giocatore la fa spesso la transazione finale e non solo il riferimento a giocatori simili. E’ però probabile che i 40 milioni messi nero su fazzoletto (da ristorante) dal DS bianconero Paratici a fine gennaio non siano più nemmeno lontanamente sufficienti per smuovere i giallorossi. I 4,5 milioni di costo storico e gli eventuali 60-70 di cui scrive qualche giornale in questi giorni, rendono bene il senso di quale razza di assegno circolare abbia in tasca Pallotta. Probabilmente intenzionato a non incassarlo (il 15% di futura rivendita andrebbe all’Inter), seppur con un rinnovo che resta delicato da gestire.

Molto più delicato è quello di Moise Kean. Perché il classe 2000 è in scadenza al 30 giugno 2020, cioè la prossima stagione. Tra poco più di sei mesi sarebbe libero di trattare con altre squadre e, come ormai è ben noto, il valore di un giocatore per un club è direttamente proporzionale alla durata del contratto. Contratto breve = valore basso e viceversa.

Kean, non nella sua miglior apparizione stagionale nel derby, ma comunque titolare, è a 6 gol in campionato e ha giocato complessivamente un terzo dei minuti di Zaniolo

Il suo ultimo contratto triennale è stato siglato da minorenne nel 2017 e il costo storico è 0, perché proveniente dal settore giovanile, come recita il bilancio:



Il suo agente è Mino Raiola e il passato recente testimonia in maniera abbastanza chiara, vedi telenovela Donnarumma, che quando il procuratore di stanza a Montecarlo ha un giovane talento già esploso tra le mani i rinnovi di contratto diventano delle questioni potenzialmente esplosive. E anche discretamente pesanti per il bilancio, tra stipendi e oneri accessori.

A 12 mesi dalla scadenza naturale del vincolo il valore di Kean è ragionevolmente e considerevolmente più basso di quanto non potrebbe essere con un rinnovo quinquennale. In quel caso, considerato il costo 0 a bilancio, il potenziale assegno circolare in casa Agnelli potrebbe essere equiparabile a quello di Zaniolo. Tuttavia non riuscire nella trattativa, per parte dirigenziale bianconera, sarebbe un fallimento manageriale prima che un danno tecnico. 
Dall’altra parte del tavolo è evidente che il giocatore e il suo entourage vogliano incassare con gli interessi il jackpot dimostrato sul campo in questa stagione. 

Situazione complicata che dovrà trovare un suo punto di equilibrio anche sulla base di altri movimenti di calciomercato. Dall’interesse eventuale per Icardi, al rientro non escludibile di Higuain, alla sostituzione di Mandzukic. Un insieme di variabili che avranno certamente un peso nella trattativa. La Juventus però ha la necessità di chiuderla in fretta, perché portare a scadenza un elemento che si è ipervalutato come Moise Kean sarebbe una macchia sul curriculum di tutta la prima linea dirigenziale Juventina. Soprattutto in una fase delicata che, come abbiamo già descritto, tra maxi acquisto di Ronaldo e uscita prematura dalla Champions, dovrà tenersi buona ogni via per puntellare il bilancio. E quella delle plusvalenze nel nostro calcio è sempre, a volte purtroppo, la strada maestra.

Comunque vada, nei due casi, c’è da dire che le eventuali plusvalenze di Zaniolo e Kean, i due giovani meteoriti piovuti sul nostro campionato con un carico di dobloni, sarebbero rari casi di iper rivalutazioni “sane”. Quantomeno giustificate da quello che si è visto sul campo. 

E coi tempi che corrono non è mica poco.