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Un anno fa di questi tempi i tifosi del Milan e la società rossonera aspettavano con ansia e trepidazione un’intervista di Atangana in cui il procuratore francese tendesse la mano a Maldini per il tanto sospirato rinnovo contrattuale. E invece quella presa di posizione ufficiale non è mai arrivata, anzi l’agente di Kessiè si stava già accordando con il Barcellona per un principesco contratto del suo assistito in partenza a parametro zero. Ma la vita è strana e il calcio lo è ancora di più. A meno di 6 mesi dall’inizio dell’avventura blaugrana dell’ivoriano Atangana torna a parlare di Milan e lo fa con una dichiarazione d’amore tanto scontata quanto opportunistica.

Il procuratore di Kessiè si dimostra campione mondiale di cerchiobottismo e in un’intervista sola riesce a riempire di miele il Barça sperando che lascino partire il suo assistito in prestito pagandogli parte dello stipendio, a manifestare l’amore del suo assistito per il Milan auspicando che venga riaccolto a braccia aperte e, in ultimo, ad attaccare i tifosi rossoneri che lo criticano per la scelta di cambiare maglia. Addirittura ha il coraggio di dire che gli altri rossoneri che se ne sono andati a parametro zero non sono stati trattati male come Kessiè e fa i nomi di Donnarumma e Calhanoglu. Ma davvero? Noi siamo i primi che accettano la logica estrema del calcio professionistico e che non si scandalizzano di fronte alla scelta di un calciatore di lasciare un club a parametro zero per accasarsi a peso d’oro in una delle squadre più importanti d’Europa. Ma quello che sostiene Atangana è davvero troppo.

Ci sta dicendo che i tifosi rossoneri hanno trattato Kessiè peggio di Donnarumma e Calhanoglu! Ma ci rendiamo conto? Ma Atangana pensa davvero di prendere in giro una tifoseria di milioni di persone? La sua intervista è stata un maldestro tentativo di endorsement per il suo assistito che vorrebbe tornare disperatamente a Milano per non trascorrere tutto il resto della stagione in panchina o in tribuna. I rapporti tra Atangana e Maldini sono ovviamente compromessi dall’anno scorso. Ma la domanda è: come può Atangana pensare che questi mezzucci possano far breccia nella dignità e nell’orgoglio smisurato dell’ex capitano rossonero? Capiamo perfettamente che finchè c’è Xavi sulla panchina blaugrana Kessiè è totalmente fuori dal progetto. Nella migliore delle ipotesi è il quinto cambio del tecnico culè, sempre che non sia infortunato o fuori forma. Spesso Xavi non l’ha schierato nemmeno nel suo ruolo.
Basti pensare che in nazionale e nel Milan Kessiè ultimamente faceva il trequartista, mentre Xavi spesso gli fa giocare qualche scampolo di partita al centro della difesa. E non ci sono possibilità che l’allenatore catalano lo rivaluti o cambi idea perché ritiene l’ivoriano un calciatore inadatto alla sua filosofia di gioco. Per questo motivo Atangana sta provando disperatamente a riallacciare i rapporti con il Milan e aveva già cominciato a farlo la settimana scorsa quando aveva mandato in avanscoperta a Milanello il suo collaboratore Mudingayi, ex centrocampista del Bologna.

Kessiè sa che l’unico modo per salvare la stagione è tornare in rossonero, rimettersi in mostra e fare in modo che qualche altro club possa rilevare il suo spaventoso ingaggio blaugrana. E’ chiaro che il Kessiè totalmente fuori forma degli ultimi mesi non può servire al Milan, ma realisticamente l’ivoriano farebbe comodo a Pioli per la seconda parte di stagione in campionato e in Champions League. Dal punto di vista numerico il ritorno di Kessiè potrebbe sopperire alle partenze doverose di Adli e Bakayoko. Anzi il Milan acquisirebbe un rinforzo perdendone due e rinforzandosi. L’unico effetto negativo potrebbe essere aggiungere un ulteriore ostacolo alla crescita di De Ketelaere. Ma dall’altra parte la ragion di stato suggerirebbe a Maldini di riaccogliere l’ivoriano. E siamo sicuri che per il bene del Milan Paolo metterebbe da parte il suo risentimento nei confronti di Atangana.

Ergo, l’operazione Kessiè si potrebbe fare e sarebbe forse l’unico vero movimento di mercato a gennaio. A una sola condizione però, visto quello che è successo nell’ultimo anno: che il ritorno di Kessiè avvenga solo ed esclusivamente alle condizioni del Milan. Cioè un prestito secco, senza obbligo di riscatto e con una buona parte dell’ingaggio pagato dal Barcellona. Su questo fa bene Maldini a tenere il punto. Come ottenere queste condizioni dal Barça deve essere un problema di Atangana, non certo del Milan. Perché, come conferma l’intervista del procuratore francese, a differenza di un anno fa è più Kessiè ad avere bisogno del Milan che viceversa.