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  • L'avvocato: attenta Inter, Sneijder può liberarsi come fece Pandev con la Lazio

    L'avvocato: attenta Inter, Sneijder può liberarsi come fece Pandev con la Lazio

    C'era una volta il caso Pandev.  Da una parte un calciatore, a scadenza contrattuale e che non voleva saperne di rinnovare, già d'accordo, presumibilmente, con un'altra squadra. Dall'altra una società, la Lazio, che ha deciso di adottare il pugno duro con l'attaccante macedone pagando però a caro prezzo le conseguenze di quell'esclusione che ha fatto giurisprudenza.

     

    Già, perché “l'altra squadra” era proprio l'Inter che, dopo aver ferito, potrebbe adesso perire con la sua stessa spada.

     

    Intendiamoci, i casi Pandev e Sneijder sono lontani anni luce l'uno dall'altro. Eppure c'è qualcosa che li accomuna al di là dei nerazzurri che da martello si trovano ora nella posizione di incudine.

     

    Moratti, a differenza di Lotito, già redento nell'affaire Ledesma, ha avuto un vantaggio considerevole: quello di avere un termine di paragone.

     

    Questo perché, nel caso Pandev, la Lazio pagò dazio e il calciatore riuscì ad ottenere la risoluzione del contratto per aver, tra le altre cose: “Accantonato ed escluso il calciatore dalla prima squadra, relegandolo insieme ad altri giocatori ritenuti indesiderati, ad allenamenti separati”.

     

    Niente di tutto questo è successo con Sneijder. Il calciatore si allena esattamente come tutti gli altri prima di finire regolarmente in tribuna la domenica.

     

    Inter, dunque, tranquilla? Non del tutto visto che c'è una parte delle motivazioni della sentenza Pandev che potrebbe tornare utile all'olandese: “La stessa considerazione che Pandev è un campione riconosciuto... rende incredibile – spiegava il collegio presieduto da Fezzi - la tesi che non vi sia discriminazione in suo danno”.

     

    Il riferimento al valore tecnico del calciatore è l'elemento che potrebbe portare a inattesi colpi di scena. Dichiarazioni poi come quella di Branca (“La decisione di non utilizzarlo va ricondotta all'attesa di maggiore serenità e chiarezza”) non sarebbero  certo d'aiuto ai nerazzurri, nell'ipotesi in cui il calciatore si rivolgesse al Collegio Arbitrale, nel sostenere la tesi dell'esclusione tecnica.

     

    Linea sin qui avvalorata ad Appiano Gentile solo da Stramaccioni. 

     

    Matteo Raimondi, avvocato

     

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