Walid Cheddira ha un sorriso contagioso: "E' un ragazzo sempre allegro, ha carattere positivo e solare" racconta nella nostra intervista Emanuele Troise, attuale allenatore della Cavese in Serie D ed ex allenatore dell'attaccante nel Mantova 2020-21. E chissà che sorrisoni quando ha saputo di essere stato inserito nella lista del Marocco per il Mondiale, grande festa a casa: "Ancora oggi penso sia una storia incredibile. Una favola... Se due anni fa qualcuno mi avesse detto che sarebbe andato al Mondiale in Qatar gli avrei dato del matto, oggi qualche suo ex compagno di squadra mi chiama per dirmi se ho visto cos'è successo".

Quant'è cambiato da quando l'hai allenato te?
"Tantissimo, ha assorbito tutto come una spugna. La sua storia la prendo da esempio per tanti ragazzi: è arrivato da noi con molte qualità fisiche ma tecnicamente era ancora grezzo e acerbo; un tronco che aveva voglia di migliorare e si è impegnato molto per crescere calcisticamente. Prima era un solista, da noi è riuscito a inserirsi in un contesto di squadra e dialogare in campo con i compagni". 

Quell’anno giocò 38 partite su 38, nessuno come lui. Cosa aveva di speciale?
"Riesce sempre a esprimere potenza e accelerazione per tutta la partita, al 95' è capace di farlo come se fosse il primo minuto".

Com’è nata l’idea di prenderlo in prestito dal Parma?
"Il primo giocatore che avevo chiesto appena arrivato a Mantova è stato Emanuele Santaniello, attaccante di categoria che oggi gioca alla Turris. Il ds Righi però aveva in mente il nome di Cheddira, che un anno prima era stato visionato durante un'amichevole tra Arezzo e Juventus Under 23. Così mi fecero vedere questo profilo, e dopo qualche video diedi anch'io il mio ok".

Avete mai discusso?
"Una volta sì. Quindici giorni prima dell'inizio del campionato giochiamo in amichevole col Cittadella, e lo lascio fuori. Lui storce il naso perché non è d'accordo, me lo fa capire con lo sguardo. Lo metto dentro nel secondo tempo quando eravamo sotto 0-2: segniamo l'1-2 e lui si procura il rigore del potenziale pareggio".
Chi l'ha calciato?
"Il rigorista era il capitano Guccione, ma Cheddira voleva tirarlo; così iniziarono a discutere. Lo tirò il capitano. Nel post partita dissi a Walid che non avrebbe più calciato un rigore, avevo deciso che il vice Guccione sarebbe stato Ganz. Ma in quell'anno Cheddira si era procurato molti penalty così i compagni gli fecero tirare a lui gli ultimi della stagione". 

C’è il rimpianto per averlo allenato una sola stagione? 
"Assolutamente sì. Quel Mantova neopromosso poteva avere continuità, ma i problemi societari hanno smantellato un progetto col quale secondo me si poteva alzare l'asticella. Alla fine però siamo andati via tutti".

Vi sentite ancora?
"Sì, spesso. L'altro giorno mi ha detto che quando tira continua a mirare il fiocco".

Prego?
"Quando era con me gli dicevo di mirare il 'fiocco', la parte tra il palo principale e quello dietro. E' una metafora che faccio pensando alla barca a vela".