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Qualche mese fa Inter-Atalanta è stata ben più di una partita. Una sorta di romanzo giallo, con il finale impossibile da capire anche quando mancano solo poche pagine. Colpi di scena, sorpassi e controsorpassi, alla fine un 2-2 che ha lasciato un po’ di rimpianti sparsi. Era il 25 settembre, sembra una vita fa. Quell’Inter era diversa, oggi si è trasformata in un’armata inavvicinabile. La vittoria in Supercoppa contro la Juve ha messo l’ombrellino sul drink che Inzaghi sorseggia fiero da qualche settimana.


Questa è una nuova Inter, migliore di quella che ancora era in piena trasformazione da Conte e Inzaghi. Però l’avversario di domani è lo stesso, forse anche più forte. Nonostante le assenze, infortuni, Covid, l’Atalanta di Gasperini è sempre un problema. Soprattutto se hai nelle gambe 120 minuti, intesi e complicati, che ancora si fanno sentire. Per questo ad Appiano Gentile è una vigilia  silenziosa, con i toni bassi, nonostante il trofeo appena vinto. Ha una certezza, a cui si aggrappa: Alexis Sanchez.
"Sono felice di allenarlo", ha detto oggi Inzaghi. Il cileno, decisivo con la Juve, sarà in campo dal 1’ minuto: le sue parole nell’ultimo post partita hanno dimostrato che ha ancora una gran fame. Può fare la differenza anche contro l’Atalanta, avrà un’occasione importante. Anche perché per mettere in campo lui Inzaghi dovrà per forza di cose lasciare fuori uno tra Dzeko e Lautaro, sulla carta i due titolari del ruolo. Le ultime indicazioni vedono il bosniaco in leggero vantaggio sul Toro. Può essere lui, a segno anche all’andata, a far coppia con Sanchez, con Lautaro arma da lanciare in corsa.