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Lasciamo stare la storiella secondo la quale la squadra sfavorita vince il derby. E’ capitato in passato e capiterà ancora in futuro, ma in questi giorni che precedono la partita di sabato sera soltanto qualche precedente regala speranze ai delusi e preoccupati tifosi del Milan. Quando il computer della Lega partorì il calendario, i dirigenti rossoneri sorrisero soddisfatti. Prima del derby, infatti, c’erano tre partite definite da tutti “abbordabili”, perché Romagnoli e compagni dovevano affrontare l’Udinese in trasferta, poi due partite contro le neopromosse Brescia e Verona. Secondo i calcoli e le speranze, il Milan sarebbe dovuto arrivare alla sfida con l’Inter in testa alla classifica con 9 punti, per poi staccare i rivali nel confronto diretto. 

Adesso, invece, a 9 punti c’è soltanto l’Inter, grazie ai successi su Lecce, Cagliari e Udinese, mentre il Milan è staccato a quota 6, ma soprattutto in grave difficoltà a livello di gioco e ancora di più di identità. Persino Boban ha detto che si aspettava di più dal Milan, con pericolosa frecciatina al nuovo allenatore Giampaolo, a dimostrazione del fatto che la delusione dei tifosi è condivisa anche ai piani alti del club. E’ vero che l’Inter ha faticato a battere il Cagliari in trasferta e poi l’Udinese in casa e soprattutto ha steccato l’esordio in Champions, acciuffando soltanto in pieno recupero l’1-1 contro lo Slavia Praga, ma sul piano tecnico la squadra di Conte rimane superiore a quella di Giampaolo. 

Già davanti al Milan alla fine del campionato scorso, davanti anche  quest’anno e addirittura sola in testa alla classifica, l’Inter è chiaramente favorita nel derby. Con l’aggiunta, non indifferente, che Conte nella sua carriera ha vinto molto più di Giampaolo anche perché rispetto a lui ha già allenato grandi squadre, dalla Juventus al Chelsea, senza dimenticare la parentesi come c.t. della Nazionale. 

Eppure, paradossalmente ma non troppo, proprio per tutti questi motivi, Conte ha più da perdere rispetto a Giampaolo, nel primo derby milanese per entrambi. Una vittoria del Milan, infatti, o anche un semplice pareggio, frenerebbe il positivo decollo in campionato di Conte e della sua Inter, che rischierebbe di essere raggiunta, o peggio superata, dalla Juventus. E come se non bastasse, un eventuale stop seguirebbe a distanza ravvicinata il brutto esordio in Champions, trasformando l’entusiasmo che ha accompagnato le prime settimane di Conte in un principio di ridimensionamento dei sogni estivi. 

Per tutti questi motivi il derby è il primo vero esame per l’Inter di Conte, a livello psicologico oltre che tecnico, perché deve dare continuità alla ambizioni nerazzurre di sfidare la Juventus. E’ vero che in teoria il discorso potrebbe valere anche per i rossoneri, assetati di riscatto, che hanno il vantaggio di avere avuto una settimana intera per preparare il derby. Ma se tutti ritengono l’Inter in corsa per lo scudetto o almeno in grado di spaventare la Juventus, mentre il Milan viene considerato in lotta per un posto in Europa League, è facile convincersi che proprio Conte rischierà più di Giampaolo sabato sera. Perché questo, in fondo, è sempre stato il destino dei grandi. E Conte sicuramente lo è.