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Lo scudetto andrà molto probabilmente al Milan, ma l’Inter non ha nessuna intenzione di arrendersi. Non se lo strapperà dal petto senza lottare fino all’ultimo istante. Questo ha fatto capire a Cagliari, dove ha vinto in modo netto e chiaro, spingendo i sardi sempre più verso la B. Ha dominato il primo tempo e ha chiuso la partita nel secondo, mettendo in campo tutta la sua notevole qualità.

Un solo dato: oltre ai 3 gol ha colpito 4 volte il palo. Aveva un solo obiettivo, come la squadra di casa del resto, ovvero i tre punti e ha saputo conquistarli senza troppa sofferenza. Ha battuto il Cagliari e anche il peso di una nuova pressione, scaricata sulla sua testa dalla vittoria del Milan sull’Atalanta qualche ora prima. E’ un errore clamoroso, una decisione anticalcistica, programmare le gare delle ultime due giornate in orari diversi: godono le tv, ci rimette il calcio. Sia chiaro, l’Inter avrebbe dovuto vincere comunque per sperare ancora nello scudetto, ma in questo modo lo ha fatto partendo da una posizione assai più scomoda.

CAGLIARI A UN PASSO DALLA B - E’ bastato un gol per sgonfiare definitivamente una squadra già sgonfia come il Cagliari. E nemmeno un gol buono, è bastato un gol annullato a Skriniar per l’intervento del Var per gettare i sardi nella disperazione. Lo slovacco ha segnato dopo 11' su una punizione calciata da Calhanoglu alla sua maniera, una rasoiata sul secondo palo, centrato in pieno dal colpo di testa di Skriniar, che con la pancia ha accompagnato di nuovo il pallone verso la porta, altro palo colpito e poi col braccio, scivolando verso la rete, il difensore nerazzurro l’ha messa finalmente in rete. E’ intervenuto il var, niente gol. Restavano solo i due pali colpiti nella stessa azione, anzi, nello stesso movimento. Il Cagliari è stato pericoloso solo una volta con un tiro da fuori area di Marin uscito di mezzo metro. Era il 20', da quel momento solo Inter sempre pericolosa sui calci piazzati. Darmian ha segnato al 25' su cross di Perisic, il massimo della goduria per Inzaghi, da un esterno all’altro. Darmian è saltato sulle spalle di Lykogiannis, il Cagliari ha protestato, ma per Doveri il gol era buono. E’ iniziato poi dopo il duello Lautaro-Cragno. Il portiere sardo ha parato la seconda pericolosa conclusione dell’argentino, alla prima si era opposto Altare col corpo. Erano due autentiche occasioni. La terza, peraltro doppia, è stata clamorosa: Lautaro Martinez ha colpito prima il palo (il terzo del primo tempo dell’Inter), ha ripreso la palla e ha fatto partire un missile che Cragno, con una prodezza, ha deviato oltre la traversa. Al 45', l’Inter aveva toccato il 65 per cento di possesso palla, concluso 12 volte (a 2) e in porta 8 volte (compresi 3 pali) a uno. Dominio totale, tanto che all’intervallo Inzaghi è arrivato con un solo rimpianto: non averla chiusa subito.

E POI QUEL DIAVOLO DI LAUTARO... - Ma Simone non ha dovuto aspettare troppo. Dopo 5 minuti del secondo tempo, lancio illuminante di oltre 40 metri di Barella, scatto di Lautaro Martinez che ha controllato la palla, Altare non è riuscito a opporsi, l’argentino ha fatto schioccare il destro e l’Inter è andata sul 2-0. Agostini aveva preparato la gara cercando di inaridire la manovra nerazzurra con Rog su Brozovic, ma l’Inter non aveva problemi a costruire il gioco perché si abbassavano ora Calhanoglu, ora Dzeko e l’azione, sorretta e resa più veloce sui corridoi esterni da Darmian e Perisic, filava che era una bellezza. Da Pavoletti e Joao Pedro nessun cenno di vita calcistica. Sul 2-0 sembrava chiusa, ma tre minuti dopo la rete di Lautaro Martinez il Cagliari ha accorciato con un sinistro micidiale di Lykogiannis da 25 metri, deviato da Skriniar. Agostini ha tolto Rog e Pavoletti per mettere Nandez e Keita Balde; Inzaghi ha risposto con Dumfries e Gagliardini per Darmian e Barella, uscito fra i fischi dei suoi ex tifosi. La partita ha perso un po’ di ritmo, l’Inter ha cominciato a controllarla diminuendo l’intensità, il suo possesso palla era diventato difensivo, del resto toccava al Cagliari forzarla. Ai sardi però mancavano le energie.

Non solo, la sostituzione di Rog ha liberato Brozovic che ha preso in mano il gioco, ha dettato i tempi e dato il via poco dopo all’azione del 3-1. A metà ripresa Inzaghi ha messo dentro anche D’Ambrosio e Correa al posto di Bastoni e Dzeko. Dopo un altro spavento (cross di Dumfries, testa di Perisic, fuori), Agostini ha provato a rivitalizzare la squadra con Carboni (per Altare) e Baselli (per Marin) quando mancavano poco più di 10' alla fine. La parola fine a questa partita l’ha messa Lautaro Martinez, che ha chiuso la stagione con una forma smagliante. Gol in contropiede: lancio di Brozovic, assist di Gagliardini, scavetto di sinistro dell’argentino su Cragno in uscita. Tanto per dire: Lautaro è diventato il sesto giocatore nella storia dell’Inter a segnare 20 gol in una sola stagione di Serie A prima dei 25 anni, dopo Meazza, Nyers, Angelillo, Ronaldo il Fenomeno e Icardi. Non solo: è il giocatore che ha segnato più gol da inizio marzo (10).

Anche Dumfries stava per segnare, ma il suo tiro ha timbrato il quarto palo della serata nerazzurra. L’effetto immediato della sconfitta del Cagliari è la retrocessione del Genoa e la salvezza matematica della Sampdoria che a 33 punti non può essere più raggiunta dai sardi, ancora in terz’ultima posizione.


IL TABELLINO

Cagliari- Inter 1-3  (primo tempo 0-1)

Marcatori: 25' p.t Darmian (I), 6' e 39' s.t Lautaro (I), 8' s.t Lykogiannis(C)
Assist: 25' p.t Perisic (I), 39' s.t Gagliardini (I)

Cagliari (3-5-2): Cragno; Lykogiannis, Ceppitelli (40' s.t Pereiro), Altare (33' s.t Baselli), Dalbert, Marin (33' s.t Carboni), Grassi, Rog (10' s.t Nandez), Bellanova; Joao Pedro, Pavoletti (10' s.t Keita Balde). All. Agostini

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni (25' s.t D'Ambrosio); Darmian (13' s.t Dumfries), Barella (13' s.t Gagliardini), Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Dzeko (25' s.t Correa), Lautaro (40' s.t Sanchez). All. Inzaghi

Arbitro: Daniele Doveri di Roma 1

Ammoniti: 37' p.t Darmian (I), 42' s.t Calhanoglu (I)