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I 'senatorì continuano a portare la croce e mostrano di farlo con una certa fatica, ma a ridare voce al coro dell'Inter sono quei giovani fin qui opachi. Arriva infatti nel nome di Coutinho e Alvarez il successo sul Cagliari, costruito anche su un gol di Thiago Motta viziato da un fuorigioco e da un tocco di braccio.
È presto per parlare di rinascita, la vetta è ancora lontanissima e l'esame europeo di martedì è delicato. Ma Ranieri può sorridere al termine di una serata cominciata sotto i peggiori auspici. Nel riscaldamento l'olandese si ferma per un problema muscolare e l'allenatore nerazzurro è costretto a mandare in campo Coutinho e spostare Alvarez dalla tribuna alla panchina.
Potrebbe essere un buon segnale per Ballardini, ma sarà proprio il giovane brasiliano a rendere spiacevole il suo terzo esordio sulla panchina del Cagliari.
Alla sua seconda apparizione in campionato, Coutinho per tutto il primo tempo tiene in apprensione i difensori sardi, poi nella ripresa si procura la punizione con cui al 9' Alvarez serve l'assist del vantaggio a Thiago Motta, e al 15' infila Agazzi con un destro angolato dopo aver messo a sedere con una finta Pisano.
Protagonista inatteso, Coutinho si prende così tanti applausi da quel pubblico di San Siro che spesso lo ha fischiato. Mette da parte la timidezza e tira fuori estro e tecnica, facendo passare quasi inosservata l'assenza di Sneijder.
Nel primo tempo è bravo anche Zarate a non dare punti di riferimento ai difensori del Cagliari. Ma di gioco la squadra di Ranieri ne crea poco, perchè Nainggolan in posizione di trequartista crea parecchi problemi ai portatori di palla nerazzurri. Cambiasso perde troppi palloni e il centrocampo interista resta schiacciato.
Zanetti spinge ma deve anche coprire, mentre Jonathan si vede solo a sprazzi, così a Pazzini arrivano pochi palloni: uno lo trasforma in un siluro che al 21' Agazzi devia sulla traversa. Tre minuti più tardi il portiere del Cagliari si ripete spingendo sull'incrocio dei pali una punizione di Zarate, che all'intervallo resta negli spogliatoi sostituito da Alvarez.
Una scelta azzeccata da parte di Ranieri. L'allenatore romano ottiene la sua 200/a vittoria in serie A trasformando il modulo in un 4-2-3-1 che finalmente costringe nella propria metà campo il Cagliari.
Così arrivano i due gol in una manciata di minuti. Sul primo l'arbitro Damato sbaglia chiaramente, ma Ballardini non si scompone e prova a rinforzare l'attacco con Larrivey e Ibarbo, al posto di Nenè ed Ekdal, entrambi poco ispirati.
Sotto di due gol il Cagliari non demorde e continua a giocare in maniera ordinata, mentre l'Inter gradualmente rallenta. Non arriva per caso il gol di Larrivey al 44', ma non basta per rovinare la serata all'Inter. FIRENZE
Il Milan si ferma a Firenze, dopo cinque vittorie di fila è costretto al pari (0-0) da una Fiorentina già rivitalizzata dalla cura-Rossi: i rossoneri hanno giocato a strappi e possono recriminare per un gol regolare annullato e un rigore non concesso nel finale, ma i viola hanno meritato la ritrovata fortuna.
Il primo affondo è del Milan al termine di una bella azione in velocità nata da un errore di Montolivo, futuro rossonero. Risponde la Fiorentina con Lazzari dalla distanza. La squadra di Allegri, schierata secondo le previsioni (torna Nesta, Seedorf in cabina di regina) è padrona del campo, i viola rimaneggiati (Rossi ha sostituito Jovetic con Cerci, Natali con Nastasic al debutto da titolare, Vargas con Munari) faticano a proporsi e a contenere anche se l'impegno e lo spirito battagliero non mancano. Al 19' il Milan passa con Seedorf su assist di Robinho: l'arbitro però annulla per sospetto fuorigioco dell'olandese che però dalle immagini tv risulta in posizione regolare e tenuto in gioco da De Silvestri e Gamberini. L'errore del direttore di gara non sembra però condizionare il gioco dei rossoneri che, specie con Seedorf e Aquilani lasciati spesso indisturbati, rimane fluido, brillante anche se nei primi 45' mai impegna seriamente Boruc: prima Ibrahimovic di tacco (lo svedese viene spesso beccato dai sostenitori viola con i soliti cori beceri) poi Aquilani sparano alto.
Il Milan è bello da vedere ma non concretizza, non pigia sull'acceleratore, è troppo lezioso. La Fiorentina col passare dei minuti prende un pò di coraggio, si batte sospinta di nuovo dai suoi tifosi (e di questi tempi non è poco), Rossi avrà un bel da fare ma di sicuro la sua squadra appare perlomeno vivace e vogliosa di uscire dal grigiore in cui era piombata.
Anche nella ripresa i rossoneri si propongono spesso ma non arrivano al dunque. E la Fiorentina pian piano guadagna qualche metro: così Rossi aumenta il peso in avanti togliendo l'impalpabile Cerci per Silva e poco dopo Munari per Kharja. I viola ci provano (Pasqual sfiora il palo) anche se Abbiati resta inoperoso, però lottano col cuore e la gente apprezza. Non Allegri che cerca di cambiare passo al suo Milan un pò in calo: dentro Pato (dopo due mesi di stop) per Robinho e Emanuelson per Seedorf. E proprio il brasiliano, autentico sparacchio dei viola, si rende subito pericoloso colpendo il palo al 32', sulla stessa azione irrompe Emanuelson su cui tampona provvidenzialmente Boruc.
La gara ora è vibrante, con continui capovolgimenti di fronte. Pato dà la scossa, nel finale invoca un rigore che pare netto trattenuta di Nastasic) ma Mazzoleni, il peggiore in campo, lascia correre. Finisce tra gli applausi per la Fiorentina con Rossi che saluta la curva Fiesole.