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Non solo le due vittorie, tra le belle notizie del ritiro di Malta. L’Inter può sorridere anche per il gol del gioiellino Valentin Carboni, che contro il Salisburgo ha messo la sua firma chiudendo il match sul 4-0. Attacco verticale della profondità e scivolata per impattare di destro il cross dalla sinistra di Robin Gosens, anticipando Lukas Wallner di una frazione di secondo. È solo un’amichevole, certo, ma mettersi in un luce contro il Salisburgo non è mai banale se si pensa al club austriaco come a una delle migliore fucine di talenti al mondo. Incastonata in un contesto così, la rete del giovane Valentin assume un sapore speciale anche per l’Inter, che guardando al futuro, viste le condizioni economiche della proprietà, vede parecchie nubi.

GIOVANISSIMO - Exploit come quello di Carboni sono un raggio di sole in una giornata uggiosa, perché quando si parla di lui si può ricorrere all’aggettivo “giovane” senza correre il rischio di sprecarlo, o di utilizzarlo impropriamente. Perché l’Italia è diventato il paese degli eterni Peter Pan, dove un ‘99 come Pinamonti è considerato quasi un apprendista, mentre alla sua età in giro per l’Europa segnano già con continuità (e da molto) in Champions League. Valentin Carboni, invece, giovane lo è davvero, perché la sua carta d’identità recita “classe 2005” nell’anno di nascita, 17 anni compiuti, 18 da fare a marzo. Un gioiellino grezzo, su cui l’Inter ha immediatamente puntato. 
L'INTER CI CREDE - In nerazzurro è arrivato nel 2019, a 14 anni, quando aveva la corte serrata di Liverpool, Sampdoria ed Empoli. L’Inter gli ha costruito attorno un programma di crescita chiarissimo, che negli anni sta dimostrando di rispettare. Carboni ad oggi è aggregato in forma stabile alla prima squadra, si allena tutti i giorni con attaccanti come Dzeko, Lautaro e Lukaku e cresce sotto tutti i punti di vista, tanto che la nazionale argentina non ha perso tempo per regalargli la prima convocazione. Un’emozione fortissima per il giovane calciatore, che coltivava il sogno di potersi allenare con il proprio idolo: Leo Messi. Un sogno non ancora realizzato, perché il Covid negò a Valentin di poterlo conoscere. Un appuntamento solo rimandato, si spera. 

FUTURO RADIOSO - Di sicuro anche Inzaghi, nel tempo, sta apprezzando le qualità del calciatore, in grado di ricoprire più ruoli. Carboni nasce trequartista, ma può giocare anche come ala destra o mezzala. Finora il tecnico nerazzurro lo ha tenuto poco in considerazione, ma le cose sono destinate a cambiare in fretta se il ragazzo continuerà a mostrare dedizione, professionalità e le qualità di questi primi mesi trascorsi ad Appiano. Il talento c’è tutto, pian piano arriverà anche il coraggio di provare con continuità la giocata, così come faceva in Primavera, dove qualche volta bisognava riprenderlo duramente affinché scaricasse il pallone a un compagno vicino. L’Inter ci crede e anche per questo in estate ha scartato a priori qualsiasi possibilità di prestito.
 



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