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Il Milan ha già scelto di attuare una nuova rivoluzione tecnica: Ralf Rangnick è l’uomo scelto da Gazidis ed Elliott per rilanciare il Diavolo. Non di certo una situazione facile per Stefano Pioli che vede il suo mandato volgere al termine senza una protezione forte da parte della proprietà americana. L'allenatore emiliano ha paura della reazione della squadra di fronte a tutte queste indiscrezioni che circolano sul proprio futuro. Da un lato c'è la certezza di aver instaurato un ottimo rapporto con gran parte del gruppo, dall'altro la consapevolezza di aver indebolito la sua posizione all'interno dello spogliatoio.

TREDICI FINALI - Resistere non significa semplicemente riflettere o descrivere, bisogna anche intraprendere un'azione. Che nel caso di Pioli è quella di chiudere il campionato e la coppa Italia nel migliore dei modi. Tredici finali che potrebbero riportare il Milan in Europa League e alla vittoria di un nuovo trofeo nazionale. L'impresa si presenta ardua e per questo servirà un surplus da parte dei giocatori sia a livello fisico che mentale. Romagnoli e compagni devono fare scudo intorno al suo attuale allenatore per ottenere il massimo possibile. In questi giorni a Milanello l'intensità negli allenamenti non è mai mancata, ora servono risposte sul terreno di gioco senza la spinta di un leader come lo è Zlatan Ibrahimovic.
FUTURO INCERTO - Chiudere in bellezza alla stagione servirà non solo al Milan anche allo stesso Stefano Pioli per uscire rafforzato da questa breve esperienza a tinte rossonere. Qualche sondaggio è già arrivato, ci sono voci su un possibile ritorno a Firenze ancora tutte da verificare. Esiste qualcosa di più concreto con il Torino ma la candidatura di Pioli era stata presentata dall'ex direttore sportivo  Bava. Un'opzione considerata molto interessante dall'allenatore parmigiano, ma ora l'ultima parola spetta a Vagnati. Concentrazione massima al presente ma con l'intenzione di costruirsi un futuro: per Pioli sarà un'estate caldissima.