Cile-Ecuador è la partita d'inaugurazione della Copa America 2015. Dopo aver scoperto i segreti della Roja grazie a Pinilla (CLICCA QUI), è il momento di parlare un po' della Tricolor. A tal proposito, Calciomercato.com ha intervistato Jonathan Zuloaga (foto danilovigo.it), talento ecuadoregno trasferitosi nel nostro Paese nel 2006. Ha solo 20 anni, eppure può già vantare esperienze importanti. Ha fatto parte della selezione Under 20 dell'Ecuador ed è pure passato dalla Primavera della Sampdoria. Il protagonista del secondo appuntamento con La Chilena, è lui:

Quanti anni avevi quando sei arrivato in Italia?
Avevo undici anni. Sono andato a giocare al Varazze, poi al Savona e dopo alla Sampdoria. Conclusa l'avventura con i blucerchiati, sono passato al Vado Ligure ed infine al Football Cub Finale.

Come hai vissuto il trasferimento dall'Ecuador all'Italia?
Ero molto piccolo e sinceramente non ero molto entusiasta di venire qui (ride, ndr). Mia madre, però, voleva che partissimo. Appena sono arrivato in Italia, ho iniziato a giocare a pallone.

In Ecuador giocavi già in qualche squadra?
No, al massimo mi trovavo con gli amici per giocare per strada.

Raccontaci del passaggio alla Sampdoria.
E' successo tutto all'improvviso. Una sera mi ha chiamato un dirigente del Savona, con cui non avevo mai parlato, per dirmi che la Samp mi voleva e che il giorno dopo avrebbero incominciato la trattativa per la mia cessione. 

Come ti sei sentito? E' stato un bello shock?
Sì, ero molto contento. Tra l'altro non me lo aspettavo, perché fino a quel momento era stato il Genoa il club più interessato a me. Poi è arrivato il Doria.

Come ti sei trovato nei due anni con la Primavera della Samp?
E' stata un'esperienza indimenticabile. Giocare con calciatori come Mauro Icardi è stato fantastico.

Si intravedeva già il suo grande talento?
Assolutamente, aveva una marcia in più.

Perché non sei rimasto alla Sampdoria?
Ho deciso di non rinnovare perché non ero convinto di giocare un altro anno in Primavera, per giunta da fuoriquota. Si è presentata l'opportunità di andare a giocare in Serie D e ho accettato l'offerta del Vado Ligure. Volevo provare un'esperienza in prima squadra.

Al Vado come ti sei trovato?
Bene, sono cresciuto molto. E' stata una esperienza positiva, nonostante sia durata solo sei mesi. Purtroppo ho avuto alcune divergenze con la società. Per questa ragione, ho deciso di andare via.

E hai scelto di passare in Eccellenza al FBC Finale.
Sì, una squadra molto giovane. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, la salvezza, e abbiamo anche vinto la Coppa Italia. E' stato proprio un bell'anno.

Vivi in Italia da tanti anni. Torni ancora in Ecuador?
Sì, torno per salutare mia nonna e gli altri parenti. I miei genitori, invece, sono rimasti qui.

Sei stato convocato dalla tua Nazionale per una pre-selezione prima del Sudamericano Under 20. Come hai vissuto quei giorni?
Tra tutti i presenti, ero l'unico "sconosciuto". Tutti avevano già esperienza in Serie A, dato che in Ecuador ogni squadra della massima serie deve schierare sempre almeno un Under 20 titolare. E' stata dura, ma ho tenuto duro fino all'ultimo.

Chi è il ragazzo che ti ha stupito di più?
Jonny Uchuari. Ha delle doti incredibili.

Trai convocati c'era anche Cevallos (trequartista classe '95 con un passato recente alla Juve)?
Sì, era nella lista dei pre-convocati. Non ci siamo mai incontrati, però, in Italia perché quando ho giocato con la Sampdoria contro la Juve, lui non c'era. 

Ti senti più tifoso dell'Ecuador o dell'Italia?
Sono molto affezionato a entrambe. Di certo, non è facile seguire le partite dell'Ecuador, visto che giocano sempre di notte.

Segui qualche squadra, in particolare, in Italia?
Sono tifoso del Milan, ma la Sampdoria è comunque rimasta nel cuore.

Torniamo all'Ecuador. Come arriva la tua Nazionale alla Copa America?
Sono consapevoli dei progressi che hanno fatto. Il livello medio della squadra si è alzato di certo.

Chi è il tuo mito tra i calciatori dell'Ecuador?
Antonio Valencia. E' il primo ecuadoregno che ha veramente sfondato. E' riuscito a vincere praticamente tutto.

Ti ricordi dell'ex Perugia, Ivan Kaviedes?
Eccome se me lo ricordo, era fortissimo.

Ti ricordi qualcosa dell'esordio dell'Ecuador nel Mondiale 2002 contro l'Italia?
Poco, ero molto piccolo. In compenso mi ricordo bene di Byron Moreno. Ho ancora in testa l'espulsione di Totti, uno dei miei calciatori preferiti.

Che tipo di calciatore sei? Oltre a Totti, a chi ti ispiri?
Sono un trequartista, ma posso giocare anche da esterno o attaccante. Il mio idolo è Iniesta, è troppo intelligente.

Qual è il tuo vero sogno?
Non so se si possa definire ancora un sogno, ma diventare un calciatore professionista sarebbe una grande soddisfazione.

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