Riuscire a mandare fuori una tra Brasile e Colombia sembra piuttosto complicato, ma per questo Perù nulla è impossibile. Nella scorda edizione della Copa America è arrivato terzo, trascinato da un grande Paolo Guerrero, capocannoniere della competizione con 5 reti. La Blanquirroja riparte da lui e non solo. Ci sono l'immortale Claudio Pizzaro, il viola Juan Manuel Vargas, il talentuoso André Carrillo e il nuovo commissario tecnico Ricardo Gareca, diventato grande soprattutto grazie alle vittorie in Argentina da allenatore del Velez Sarsfield. Per affrontare i temibili attacchi di Brasile, Colombia, appunto, e Venezuela -  avversarie nel girone C in Copa America - Careca si affida Carlos Zambrano. Il difensore classe '89 è reduce da un'ottima stagione in Bundesliga con la maglia dell'Eintracht Francoforte. Calciomercato.com lo ha intervistato per il quinto appuntamento con La Chilena:

Ha lasciato il Perù a soli 17 anni. Quanto è stato difficile?
Sicuramente per me non lo è stato tanto quanto per la mia famiglia, specialmente mia madre. Sognavo di diventare un calciatore professionista ed ero concentrato sul mio obiettivo.

Cosa le manca del suo Paese?
Naturalmente la mia famiglia, i miei figli.

E' arrivato allo Schalke 04 dopo il Mondiale Under 17 del 2005. E' stato il capitano di quel Perù e della selezione Under 20 che ha partecipato al Sudamericano di categoria nel 2009. E forse anche per questo, alcuni la chiamano El Kaiser?
In realtà non sono molti quelli che mi hanno soprannominato così. La maggior parte mi ha chiama El León.

Ha giocato il suo primo match con la Nazional maggiore del Perù nel 2008 ed è subito andato in gol. E' il suo ricordo più bello con la Blanquirroja?
Non il preferito in assoluto, ma sicuramente uno dei momenti più belli. Ce ne sono tanti, come per esempio la partita contro Messi. La verità, però, è che ogni match con la Nazionale vale un ricordo fantastico.

I suoi ricordi con il Perù non sono solo belli. E' stato convocato per la Copa America 2011, ma un infortunio in un'amichevole contro il Senegal l'ha costretta a rimanere a casa. Quanto ha sofferto?
Naturalmente molto. E' successo a due giorni dall'inzio della Copa. Non vedevo l'ora di partecipare alla competizione, ma non ero nelle condizioni per giocare. E' stata dura, ma il calcio è anche questo.

Cosa ci racconta del ct Garreca?
E' diventato il nostro allenatore solo pochi mesi fa. E' venuto in Germania per conoscermi. Ha grande fiducia nei nostri confronti e noi, allo stesso tempo, la ricambiamo.

Nell'ultima Copa America il Perù è arrivato terzo, sorprendendo tutti. Questa volta qual è il vostro obiettivo?
Arrivare il più in alto possibile. Come tutti, sogniamo di diventare campioni, ma ci sono Brasile, Argentina eccetera. Speriamo di riuscire a migliorarci rispetto all'ultima volta.

Il Perù ha vinto la Copa America due volte. Qual era la squadra più forte: quella del 1939 o quella del 1975?
Non ero ancora nato, quindi non saprei dire. Quanto abbiamo vinto nel '39, nemmeno i miei genitori erano nati.

Cosa le hanno raccontato del Mondiale del 1970? Qualcuno ne parla ancora in Perù?
Sì, chiaramente. I peruviani continuano a parlarne. Ormai sono passati più di trent'anni, dobbiamo guardare al futuro.

Chi sono i suoi idoli calcistici?
Marcelo Bordon, John Terry e Lucio.

E il compagno di Nazionale con cui si sente più legato?
Mi trovo bene con tutti i miei compagni, ma senza dubbio ho un rapporto speciale con Farfan. Abbiamo giocato insieme allo Schalke e mi ha aiutato tanto.

Chi pensa possa essere il giovane più promettente tra Reyna e Ascues?
Ho giocato contro entrambi, sono molto giovani, ma allo stesso tempo possono contare su un grande talento. Spero possano diventare dei grandi calciatori per aiutare la nostra Nazionale.

E' soddisfatto della stagione appena conclusa con l'Eintracht?
Sì, certamente. Sono molto felice a Francoforte.

Detto ciò, il suo contratto scade a fine giugno. Cosa succederà in futuro? E' vero che avuto qualche contatto con il Milan, come ha scritto qualcuno lo scorso febbraio?
Ora penso solo alla Copa America. Per quanto riguarda il Milan, c'è stato un fraintendimento. Avevo un giorno libero e sono andato a Milano con mio fratello per fare visita a un amico, l'Eintracht ne era al corrente. Tutto qui.

Intervista di Matteo Palmigiano
@palmi14