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Chi l’avrebbe mai detto che alla fine di due anni di cambiamenti, rivoluzioni e restaurazioni - Sarri, Pirlo e Allegri II - il salvatore della patria sarebbe stato Chiellini. Per carità: stima, riconoscenza eterna al carattere, alla fedeltà, all’intelligenza. Anche in Nazionale è un punto fermo, ma alla Juve non doveva essere il capitano da 20 partite, magari l’allenatore in panchina, l’uomo da spogliatoio, esempio di abnegazione, volontà, concentrazione per i giovani? L’esemplare con segnatore del testimone, insomma, da centellinare.

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