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Anche la Juve è sbarcata ai quarti di Coppa Italia e proprio come l’Inter, sua prossima avversaria in campionato, c’è arrivata solo dopo i supplementari. E’ stata una Juve sbagliata, in una delle più incerte versioni stagionali. Contro il Genoa ha giocato meno di mezz’ora, ha segnato due gol e poi si è fermata. Così il Genoa è riuscito a rimontare da 0-2 a 2-2. Troppo sicura di sé? Può darsi. Ma quello che si è visto è stata una squadra senza cattiveria, senza anima, senza tensione. E’ vero che Paleari, il vice di Perin, è stato un protagonista con parate straordinarie, ma nell’insieme la Juve è stata troppo leggera. Non era questo il modo migliore per preparare la sfida con l’Inter. I campioni d’Italia hanno ripreso la partita solo nel primo tempo supplementare, quando la squadra di Ballardini era stremata. Così hanno segnato il 3-2 col giovane debuttante tunisino Rafia, ma ha rischiato ancora perché all’inizio del secondo tempo supplementare Arthur ha respinto sulla linea di porta il 3-3 di Radovanovic.

AVVIO BIANCONERO - Venticinque minuti di sola Juve. Due gol, altre due occasioni nitide, Kulusevski imprendibile, Genoa non presente in campo. Eppure era mezza Juve, con una difesa mai vista, il giovane Dragusin (debutto da titolare) a destra, Demiral e Chiellini (al rientro dall’inizio dopo oltre 70 giorni) al centro, Bernardeschi inventato terzino, seppure con ampia licenza d’attaccare, a sinistra. Pirlo aveva messo dall’inizio altri due ragazzi, il brasiliano Wesley come esterno destro (esordio in prima squadra) e Portanova come esterno sinistro/trequartista.

I COLPI DI KULUSEVSKI - In questo inizio è stato tutto troppo facile per la Juve passata in vantaggio dopo solo un minuto e mezzo e con appena due passaggi: da Morata a Chiellini, palla in verticale di Giorgione, il giovanissimo moldavo Dumbravanu (anche lui al debutto in prima squadra) ha sbagliato il tempo dell’intervento e ha spalancato l’area a Kulusevski che ha segnato. Questo modo di attaccare così sbrigativo ispirerà il primo tempo della Juve. Si è aperta una voragine dietro l’altra nella difesa genoana che, pur schierata con tre centrali, lasciava delle praterie davanti all’attacco juventino. Occasioni a raffica: Arthur-Bentancur-Kulusevski, ancora con due passaggi la Juve era in zona-gol, sono iniziate le prodezze di Paleari che ha evitato il raddoppio immediato, così come è successo poco dopo con una parata su Morata. Poi ha salvato Bani ancora su Kulusevski e infine la Juve ha piazzato il secondo gol, bellissimo nell’impostazione (lancio di Bentancur), assist al volo di Kulusevski per l’attacco e il gol di Morata. Di nuovo, due passaggi e palla in buca.

ERRORE DI GIOVENTU’ - E’ stato a quel punto che la Juve ha cominciato a mollare e il Genoa è entrato in partita, segnando il 2-1 con un colpo di testa di Czyborra su cross da destra di Goldaniga. In area hanno sbagliato i ragazzi Dragusin e Wesley, soprattutto il secondo perché in ritardo sul genoano, il primo (troppo ottimista...) perché ha pensato che alle sue spalle ci fosse Wesley, così è andato al centro per raddoppiare la marcatura. Buffon si è imbufalito, ma il giovane brasiliano ha ammesso subito l’errore battendosi la mano sul petto e alzando un braccio per chiedere scusa. Bel gesto per un ragazzo. Il gol ha dato un po’ di coraggio al Genoa, ma è stata ancora la Juve ad avvicinarsi alla terza rete con Bernardeschi (stavolta Paleari ha respinto con un fianco) e a segnare altre due volte con Arthur e Portanova ma sempre in fuorigioco.
LA MAGIA DI PJACA... - Pensando all’Inter, Pirlo ha tolto Bentancur alla fine del primo tempo per schierare Rabiot. La Juve ha creato un’occasione con Morata, altro intervento decisivo di Paleari, ma il gesto tecnico più bella della gara è stato di un ex juventino, Marko Pjaca. Al limite dell’area ha fatto per due volte di fila il doppio passo, prima su Rabiot, poi su Arthur, li ha saltati tutt’e due e di destro ha centrato la traversa. La Juve ha rallentato e il Genoa ha messo il naso fuori dalla sua metà campo con più fiducia. Dopo poco più di un’ora, esaurite le energie, Chiellini ha lasciato il posto a Bonucci ed è uscito anche Demiral per far entrare Danilo. La ragione dei cambi era legata anche alla crescita dell’attacco genoano grazie soprattutto a Pjaca e Czyborra. E’ stato un momento favorevole anche per Rovella, fresco neo juventino per il futuro, che invitava Goldaniga a spingere sulla destra, dove Bernardeschi non aveva più la forza di ripartire.

...E QUELLA DI MELEGONI - La Juve ha perso tensione e attenzione, giocando non più da grande squadra. Il Genoa aveva energie e idee e ha continuato ad attaccare fino ad arrivare al 2-2. Attacco a destra, cross sul versante opposto, Melegoni ha controllato la palla, ha aspettato la sovrapposizione di Czyborra e, come era successo per il primo gol, anche stavolta Wesley e Dragusin si sono persi quando Melegoni ha fatto partire un tiro fantastico che si è spento sotto l’incrocio dei pali. Pirlo si lamentava perché la Juve continuava a portare palla, in realtà la squadra si era staccata dalla partita ed era un pessimo segnale. Sul 2-2 l’allenatore bianconero non ha messo Ronaldo ma un altro giovane, il tunisino Rafia, classe ‘99. CR7 è entrato solo 5 minuti (compresi i 3 di recupero) prima dei supplementari ma non ha potuto evitarli.

COME L’INTER - Nel pomeriggio, a Firenze, anche l’Inter era finita ai supplementari e per una sgradita par condicio anche la Juve ha giocato 30' in più. Sul fronte d’attacco, Ronaldo a sinistra, Morata al centro e Kulusevski a destra. La Juve ha avuto l’occasione per segnare in contropiede, ma Paleari ha fatto un’altra grande parata su Morata e ancora più bella e decisiva la respinta del portiere genoano sul colpo di testa di Rabiot. Nei supplementari si è rivista un po’ di Juve, anche se la sua manovra era diventata lenta. Il Genoa l’aspettava sempre più vicino alla propria area, non riusciva più a ripartire e all’ultimo minuto del primo tempo ha preso il gol che l’ha condannata. Tocco di Ronaldo per Morata, cross corto da sinistra, il giovane Rafia si è avventato sulla palla e l’ha girata in rete dove è entrata dopo le deviazioni di Bani e poi di Lerager. Il gol era da assegnare comunque al giovane tunisino. Nel secondo tempo supplementare il Genoa ha avuto per due volte la palla del 3-3, clamorosa quella di testa di Radovanovic con la respinta sulla linea di Arthur, poi con un tiro di Lerager. La Juve poteva chiuderla in contropiede ma Alberto Paleari, in una serata fantastica, ha deviato in angolo un rigore in movimento di Kulusevski. C’è tanto da rivedere nella Juve, a cominciare dal suo atteggiamento.

IL TABELLINO:
Juventus-Genoa 3-2 dts (2-2 al 90')
Marcatori: pt 2' Kulusevski (J), 23' Morata (J), 28' Czyborra (G); st 29' Melegoni (G); pts 9' Rafia (J).
Assist: pt 2' Chiellini (J), 23' Kulusevski (J), 28' Goldaniga (G); st 29' Ghiglione (G); pts 9' Morata (J).
Juventus (3-5-2): Buffon; Dragusin, Demiral (19' st Danilo), Chiellini (19' st Bonucci); Wesley (43' t Ronaldo), Arthur, Bentancur (1' st Rabiot), Portanova (32' st Rafia), Bernardeschi; Kulusevski, Morata. A disp. Pinsoglio, Szczesny, Frabota, Felix Correia, Ranocchia, Ramsey, Capellini. All. Pirlo.
Genoa (3-5-2): Paleari; Goldaniga, Bani, Dumbravani (7' pts Males); Ghiglione, Lerager, Rovella, Melegoni (1' sts Radovanovic), Cyzborra (7' st Ebongue); Pjaca, Scamacca. A disp. Marchetti, Zima, Zajc, Criscito, Shomurodov, Masiello, Badelj, Caso, Destro. All. Ballardini.
Arbitro: Chiffi di Padova.
V.A.R.: Abisso di Palermo.
Ammoniti: pt 25' Bentancur (J), 39' Dumbravanu (J), 41' Ghiglione (G); st 45' Goldaniga (G); sts 11' Bani (G).