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La Juventus ha promesso all'ex attaccante del Napoli Edinson Cavani di garantirgli lo stesso stipendio percepito al PSG, pari a 7,5 milioni di euro a stagione, che con i bonus arrivano a superare quota nove. L'attuale tetto ingaggi della Juventus è di cinque milioni (Tevez è il più pagato con 4,5): Cavani firmerà un quinquennale a 5,5 milioni di euro a stagione (27,5 netti per l'intera durata dell'accordo). All'atto della firma la Juventus pagherà all'attaccante ben 17,5 milioni netti, che non è altro che il risultato della differenza tra 45 (ciò che guadagnerebbe nei cinque anni qualora il suo ingaggio restasse di nove milioni annui) e 27,5 (quanto effettivamente verrà segnato a bilancio): questo bonus, per il pagamento del quale verrà trovata una soluzione in linea con il sistema fiscale italiano, permetterebbe alla Juventus un sostanzioso risparmio sulla cifra lorda.

Calciomercato.com ha interpellato l'avv. e procuratore sportivo Jean-Christophe Cataliotti, esperto di diritto calcistico, per cercare di comprendere se il suddetto bonus alla firma del contratto potrebbe o meno portare realmente vantaggi fiscali alla società bianconera:

E' doveroso fare le seguenti due premesse:
1) il contratto tra il calciatore e la società sportiva è riconducibile all'ambito del lavoro subordinato;
2) nel nostro sistema giuridico-fiscale non esiste una specifica disciplina di tassazione inerente i redditi derivanti dallo svolgimento dell'attività calcistica professionistica.
Poste le due suddette premesse, ne deriva che la tassazione dei relativi redditi dei calciatori deve seguire le disposizioni sui redditi da lavoro dipendente di cui all'art. 49 D.P.R. 22 dicembre 1987, n. 917 e ss. (T.U.I.R.).

Nello specifico, in ordine alla determinazione della base imponibile ad Irpef, configurano reddito da lavoro dipendente, ex art. 51 T.U.I.R., le somme e i valori percepiti in relazione allo svolgimento del rapporto di lavoro sportivo, quindi, ad es. gli stipendi e i premi collettivi o individuali legati al conseguimento di determinati risultati sportivi. 
In definitiva, la questione è la seguente: se il bonus - o una tantum - alla firma del contratto sia assoggettabile, alla stessa stregua dei premi c.d. sportivi, ad imposizione irpef

A mio avviso, venendo al caso concreto, il bonus in questione pari a 17, 5 milioni non dovrebbe essere sottoposto a tassazione IRPEF - ma a più vantaggiosa tassazione - solo se corrisposto da parte del club con puro spirito spirito di liberalità.