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La Juve non vende la sua maglia. Preferisce vendere direttamente Gonzalo Higuain. È questa la decisione presa da tempo in Continassa. Dove spesso si sa anche cambiare idea se necessario, non in questa occasione. Il Pipita, come noto, ha dichiarato di voler restare in bianconero, scottato com'è dalle deludenti esperienze al Milan e al Chelsea. Avventure che hanno scottato anche la Juve, un anno dopo di nuovo ferma al punto di partenza: trovare una soluzione ideale per piazzare Higuain. Che poi, Fabio Paratici, una soluzione l'avrebbe anche trovata già da qualche settimana. Quella che porterebbe il centravanti argentino alla Roma, una mossa capace di sbloccare anche quell'effetto domino di attaccanti che alla fine della cascata di caselle dovrebbe poter portare Mauro Icardi a Torino, con Higuain chiamato a spingere via Edin Dzeko dalla capitale, magari proprio verso l'Inter. Ma tutto questo sarebbe semmai una conseguenza. La causa resta sempre la stessa: vendere Higuain.

BRACCIO DI FERRO – La settimana che si sta concludendo ha visto arrivare Matthijs de Ligt alla Juve. Parallelamente la Juve ha lavorato anche su tanti altri fronti. Con Nicolas Higuain per esempio. Il fratello-agente del Pipita ha provato a ribadire in ogni modo la volontà di restare, proseguendo nel braccio di ferro in atto ormai da tempo. I continui rifiuti alle proposte arrivate non sta smuovendo la Juve, anzi. Ai no verso West Ham e alcuni club cinesi, fa da contraltare una proposta nelle intenzioni già accettate dal club bianconero come quella della Roma: formula e modalità da modulare, senza aperture all'ipotesi di un rinnovo tattico del giocatore, si va verso un prestito con obbligo di riscatto che complessivamente potrà portare 36 milioni nelle casse della Juve. Ancora in questi giorni Higuain continua a respingere pure la corte della Roma, che non a caso ha avviato contatti anche per delle alternative, ma sa che da parte della società non ci saranno aperture verso una sua conferma, ragionamenti su come digerire un nuovo addio sono inevitabilmente in atto. Rimane molto di cui parlare, il nodo buonuscita resta particolarmente complicato da sciogliere ad esempio perché Higuain potrebbe accettare offerte al ribasso (dagli attuali 7,5 più bonus ai 5 proposti dalla Roma) solo a patto di non dover rinunciare a niente. Intanto dai confronti con Nicolas si è passati a quelli diretti, in queste ore, a Singapore. Anche per parlare a lungo con i tanti giocatori in uscita sono partiti in tournée sia Paratici che Pavel Nedved, pizzicati a chiacchierare col Pipita anche pochi minuti prima dell'amichevole col Tottenham mentre tutto il resto della squadra stava già preparandosi negli spogliatoi. La Juve ha deciso, vuole evitare la guerra e per questo è necessario un passo di Higuain.