A pochi giorni dal countdown per l'inizio della nuova stagione, possiamo ragionevolmente dire che il mercato in entrata della Juventus è chiuso, a meno di colpi di scena dell'ultimo minuto. Io avrei acquistato ancora un centrocampista, ma il Manchester United ha deciso di tenersi Pogba e ancora oggi non si è capito quanto voglia Lotito per Milinkovic-Savic. Resteremo quindi così, con una rosa comunque rinforzata e ultra competitiva, rispettando (seppur al limite) le regole del fairplay finanziario Uefa. Piuttosto, come sono messi gli altri, i nostri cari avversari? Dentro i paletti Uefa, seppur usando talvolta metodi poco ortodossi (vedi, ipervalutazioni di ragazzotti della Primavera) ci sono rimasti tutti, piuttosto in tanti sono andati fuori di testa dopo l'arrivo di CR7 alla Juve. 

INTER - Chi ha dato maggiori segni di nervosismo mi è sembrata l'Inter, andata disperatamente alla caccia dell'acquistone a effetto per cercare quantomeno di attutire l'effetto della bomba Ronaldo sul campionato italiano. A un certo punto ho avuto l'impressione che la principale preoccupazione della società fosse solo quella di rispondere sul mercato alla Juventus, puntando o a farle un dispetto (vestire l'ex Vidal di nerazzurro) o andando sul nome roboante (Modric). Il buon Arturo, quando a sentir loro sembrava tutto fatto, ha virato deciso sulla Spagna, accasandosi a Barcellona (mica scemo); resta aperta la speranziella di allargare la famiglia croata alla Pinetina, ma Florentino Perez - dopo aver perso Ronaldo - non pare intenzionato a privarsi pure di Modric. Anzi, sarebbe pure pronto a denunciare l'Inter alla Uefa nel caso in cui insistesse a offrire, per cartellino e stipendio al giocatore, più soldi di quelli consentitegli al momento dal FFP, promettendo a Modric pure una pensione dorata in Cina a partire dal 2022. Un modo brusco per fargli capire di mollare l'osso. 
Stranezze interiste: hanno rinunciato a riscattare Cancelo e Rafinha giustificando la scelta con le cifre troppo alte dei cartellini, e adesso stanno facendo di tutto per prendere Modric che gli costerebbe - tra ingaggio e cartellino - molto di più. Valli a capire. 

MILAN - Passiamo sull'altra sponda del Naviglio, a Casa Milan, dove stanno facendo festa da quando il fondo speculativo statunitense Elliott ha acquisito la società dal fantomatico cinese Li, sparito nel nulla dopo aver investito per l'acquisto del club rossonero tutto ciò che aveva (saranno stati davvero soldi suoi? Mah...). Poco per volta stanno tornando alla base tutti gli uomini dell'ex presidente Berlusconi, insieme a vecchie glorie (subito Maldini, si vocifera pure di Kakà) e la Milano casciavit sogna in grande. Higuain è tornato magro, Caldara sarà il nuovo Nesta e Bonucci il pacco rifilato alla Juve. A pompare il mercato rossonero più della nuova dirigenza ci stanno pensando le voci su Milinkovic-Savic e Rabiot "perché Elliott - come mi disse una sera in tv il collega e amico Mauro Suma - se vuole di CR7 ne compra dieci". Poi per fortuna ci ha pensato Leonardo, dicendo a chiare lettere che per restare dentro i paletti fissati dalla Uefa, certi giocatori il Milan non se li può permettere, manco con Paperone Elliott. Anzi, ora saranno pure obbligati a sfoltire la rosa. 
NAPOLI - Scendiamo al Sud e approdiamo nel golfo di Napoli, dove a qualcuno la rabbia per aver perso "in un albergo di Firenze" l'ultimo scudetto non è ancora passata e non fa che paragonare la supposta disonestà altrui alla specchiata onestà partenopea. Ma intanto, il mercato non si infiamma se non a chiacchiere. Ronaldo? La sua prima scelta era stata Napoli, ma poi ha optato per la Juve. Cavani? Se si dimezza lo stipendio, lo comunica al presidente De Laurentiis e si presenta a Castel Volturno. Il Matador uruguagio è rimasto a Parigi, in compenso a Napoli si sono presentati Verdi, Inglese, Younes, Fabian Ruiz, Meret e Karnezis. Ma il vero top, assicurano, sarà Carletto Ancelotti. Auguri! 

Intanto il 12 agosto noi, a Villar Perosa,  ci godiamo il vernissage di Cristiano Ronaldo.
Sarà pure diventato improvvisamente vecchio, in sicura parabola discendente e una prima donna spacca-spogliatoio, ma alla Juventus volevano togliersi lo stesso lo sfizio di vedere l'effetto che farà nella nostra Serie A.