137
Antonio Conte è stato sentito ieri dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano per provare a far luce sulla busta contenente un proiettile e una lettera con minacce aperte alla sua persona e alla sua famiglia fatta recapitare nella sede dell'Inter. Un incontro, riporta La Stampa, fortemente voluto da Alberto Nobili, capo dell'antiterrorismo milanese, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per minacce aggravate e detenzione di munizioni.

OPERA DI UN TIFOSO? - Conte ha confermato di non riconoscere la scrittura, né il contenuto della lettera gli fa venire in mente chi possa essere stato l'autore della lettera. L'unico sospetto di Conte è rivolto verso un possibile tifosi di una squadra avversaria, arrabbiato per i buoni risultati dell’Inter in campionato. Secondo le autorità, invece, la pista più accreditata potrebbe portare sì a un tifoso, ma della società nerazzurra che non approva il passato juventino del tecnico salentino.

IL CONTENUTO - La Stampa rivela inoltre dei dettagli importanti della lettera, scritta in stampatello con una penna nera, in cui l’autore stesso dice che non vale la pena analizzare il foglio alla ricerca di impronte digitali. Usa un italiano colto (grado di istruzione medio-alto?) e le minacce e gli “avvertimenti” sono sempre al plurale: "Sappiamo dove vivi... Sappiamo chi è tua figlia", con nomi e cognomi dei famigliari di Conte bene collocati. Nella busta c’era anche una cartuccia calibro 8, un pallino di quelli utilizzati per la caccia.

FIRENZE - Secondo Repubblica le minacce riguardavano anche il preparatore atletico nerazzurro Antonio Pintus (anche lui ex-Juve), mentre il Corriere della Sera svela che la lettera, recapitata il 14 novembre nella sede della società nerazzurra a Milano, porta un timbro postale di Firenze anche se, ovviamente, non è detto che l’autore sia del capoluogo toscano o delle città limitrofe. Infine Conte, ha deciso, dopo aver letto la lettera per la prima volta, di presentare querela.