"Rock ’n’ gol consiglia" è un angolo buono per prendersi una pausa musicale dalla frenesia del gioco più bello del mondo. Tre dischi da ascoltare e tre concerti da non perdere, buono per tutti i palati musicali. Mentre settimana prossima la Champions League regala tre grande sfide come Juventus-Manchester United, Napoli-PSG e Inter-Barcellona. 

ALBUM

KURT VILE (BOTTLE IT IN) - Con Bottle It In di Kurt Vile siamo di fronte al probabile pallone d’oro degli album rock per il 2018. In parte po’ Lo-Fi, in parte alternative rock, a tratti psichedelico. Un disco lungo, i cui 80 minuti però non si fanno notare, quasi fossimo di fronte a un pareggio pieno di gol tra due squadre che giocano a viso aperto fuori da ogni possibile schema. Il cantautore di Filadelfia si scrolla di dosso la sua vena più country e la qualità della produzione si eleva a livelli finora inesplorati, quasi a voler replicare allo straordinario lavoro che la sua vecchia band, i The War On Drugs, aveva regalato al 2017 in musica. Kurt guida chi ascolta in giro per gli Stati Uniti,nei tanti luoghi dove è stato registrato, raccontando le sue storie con schiettezza senza mai spingersi a fare la morale, come capita spesso ad alcuni suoi colleghi cantautori. Bottle It In è un disco schietto, dove sono sinceri anche i tanti lunghi assoli di chitarra che allungano il lavoro senza mai farlo diventare autoreferenziale.

RICHARD ASHCROFT (NATURAL REBEL) - Con i suoi The Verve ha scritto uno dei passaggi più importanti della storia del rock (brit e non solo): Hurban Hyms, disco che ha scalato classifiche e cuori dei brit rocker mentre il cuore calcistico di Richard Ashcroft girava a mille al Camp Nou di Barcellona mentre Sheringam e Solskyaer ribaltavano il gol di Basler e regalavano la Champions al suo Manchester United nei minuti di recupero. Da quel momento, scioltisi i Verve (tornati insieme solo per una parentesi nel 2008) il cantautore di Wigan ha fatto partire una carriera solista più che dignitosa. Natural Rebel è il quinto album dell’Ashcroft solitario. Non sarà il migliore e neanche il più sperimentale ma di sicuro è il più spensierato, quello da ascoltare magari durante un viaggio in auto o in un sabato mattina tranquillo mentre si prepara la formazione per il Fantacalcio. Richard sta bene, è lontano dalla depressione che lo ha accompagnato per una vita e regala ai suoi fan un disco, se vogliamo, un po’ paraculo che però si fa ascoltare in totale armonia, tra echi di rock inglese anni ’90 e qualche richiamo agli Stones anni ’80.

SUBSONICA (8) - “Ma adesso siamo qui”, cantano i Subsonica in Jolly Roger, traccia di apertura del loro ultimo album 8. Un mantra, uno slogan che serve , sì, a indicare che la band di Torino (da sempre calcisticamente divisa tra Juventus, di cui il cantante Samuel Romano è un grande tifoso e Torino, il tastierista e dj Boosta è un inviato fisso di Quelli Che il Calcio) è tornata più unita che mai dopo un lungo periodo di avventure in solitaria ma che vuole urlare anche altro. La Jolly Roger, storica bandiera dei pirati, è un simbolo per i Subsonica del ritorno agli anni ’90, laddove tutto è cominciato, laddove c’è stato l’apice della carriera per Max Casacci e compagni, laddove c’era Microchip Emozionale (album del 1999 simbolo della svolta indipendente della musica in Italia). Un ritorno che però non è solo nostalgica memoria vintage ma che è capace di guardare anche verso il futuro, nelle tematiche (si pensi, ad esempio, agli anni senza titolo descritti in Punto Critico o al mondo delle giovani star da social network in preda all’indifferenza del singolo Bottiglie rotte), così come nei suoni (si pensi alla collaborazione con l’indie-rapper Willie Peyote, uno dei prodotti più freschi della musica nostrana, ne L’incubo o alla chiave “bass” ed elettronica di Cieli in Fiamme. 8 è un disco che torna dopo qualche anno a regalare fuoriclasse d’esperienza alla giovane  e promettente nazionale della musica italiana.

CONCERTI E FESTIVAL

Novembre 2018 live in Italia, sarà un mese di grandi concerti, festival e tour. Su tutti sono sicuramente da segnalare tre eventi di indiscussa qualità che, sotto vari punti di vista, sapranno regalare emozioni vere per tutti i gusti musicali.

CLUB TO CLUB 2018 - Un festival che rappresenta il fiore all’occhiello del clubbing italiano. Il Club To Club porterà a Torino, per la diciottesima edizione dal tema La luce al Buio, il meglio della musica contemporanea internazionale, per una quattro giorni (dal 1° al 4 novembre) di eventi non stop in giro per la città. Tra gli altri si esibiranno Aphex Twin, Beach House, Blood Orange e Jamie XX. 

BRYAN ADAMS - Il rocker canadese sarà in Italia a fine novembre (il 23 a Padova e il 24 a Montichiari - BS -) esattamente un anno dopo le sei date nel nostro paese nel 2017. Sarà un’ulteriore importante occasione per ripercorrere la straordinaria carriera di uno dei più grandi Arena Rocker di tutti i tempi.

JOHNNY MARR - Dici Johnny Marr e subito la mente va agli Smiths e alla Madchester anni ’80. Il chitarrista britannico, che con Morrissey ha fatto la storia del Jangle Pop e del post punk, influenzando con il suo stile chitarristico anche il “fu Oasis” Noel Gallagher, sarà in Italia il 29 novembre al Fabrique di Milano per presentare il suo ultimo album solista Call The Comet.