Forse la potremmo definire Roma NextGen, quella della prossima generazione. Una Roma che si scrolla di dosso la maturità per vestirsi di gioventù. Under punto fermo per la prossima stagione, Schick, Pellegrini, Coric, Cristante e, ora, Kluivert con l'idea di dare l'assalto a Berardi. Al di là di gusti e preferenze, sta andando in scena una piccola rifondazione che trova fondamento in prospettive differenti. Innanzitutto, l'esigenza di abbassare il monte ingaggi, un problema con il quale, in proporzione, si confronta ogni club italiano. Poi, l'idea di consegnare al tecnico giocatori adatti al suo gioco (Cristante l'ha chiesto lui, così come Berardi e Kluivert gli piace parecchio) per risolvere il problema più acuto della scorsa stagione: l'incapacità del centrocampo di fare gol e la difficoltà nell'inserimento in area di qualche pezzo da novanta.

Chiaro, la Roma cederà qualche pezzo pregiato se l'occasione sarà quella giusta e non solo: impossibile immaginare una rosa così folta, dopo l'acquisto di ben cinque giocatori (c'è anche Marcano) che potrebbero arrivare a sette-otto con le operazioni di contorni e, chissà, il colpo Berardi. I pezzi pregiati sui quali ruota il mercato in uscita della Roma sono tre: Strootman, Nainggolan e Alisson. Solo quest'ultimo davvero soddisfacente - scusate, altro che soddisfacente: strepitoso semmai! - e forse impossibile da trattenere qui a Roma, essendo senza alcun dubbio il portiere più forte al mondo in questo momento. Strootman e Nainggolan hanno invece messo a bilancio un campionato non all'altezza delle aspettative. E, se per l'olandese il rischio di non vederlo ai livelli della Lavatrice di Garcia c'era; nessuno s'aspettava l'evidente e prolungata flessione di un giocatore, il Ninja, che nell'ultima stagione spallettiana s'era issato a livelli di valore mondiale. L'idea, lo ripetiamo, è che possa partire Alisson e un centrocampista tra questi due, forse Nainggolan, 30 anni compiuti e il sospetto (solo un sospetto, sia chiaro) che abbia bisogno di nuovi stimoli. Certo, darlo all'Inter sarebbe sanguinoso, considerando che i nerazzurri rappresentano il primo vero pericolo per la Roma nella lotta al vertice, dando per scontate le conferme di Napoli e Juve.

Comunque vada, la Roma NextGen mi piace. Mi stuzzica. Mi porto dentro l'idea che, finalmente, si stia costruendo per durare e non per valorizzare e vendere. L'idea che la strada del laboratorio del talento trigoriano possa essere la via per azzerare il gap dalla Juve, fin qui impossibile da colmare. Un laboratorio che ha il suo 'Doc', come nella saga Ritorno al Futuro, dove un genio pazzoide riesce a trasformare una normalissima automobile in una macchina per viaggiare nel tempo. Hai visto mai che non possa accadere anche sulle colline di Trigoria, con la NextGen giallorossa nelle mani di Doc Di Francesco?