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"In merito al ricorso presentato dalla Rai, il Tribunale di Milano non ha affrontato il merito della questione, limitandosi a rilevare la mancanza dei requisiti per una pronuncia d'urgenza. La Rai ricorrerà per vedere riconosciute le proprie ragioni e assicurare al proprio pubblico la visione delle partite di Champions League per le prossime due stagioni". Con questo comunicato stampa la tv di Stato conferma la battaglia in corso per i diritti tv della Champions League in chiaro. 

Sky ha acquistato i diritti del triennio 2018/2021 per 900 milioni di euro. Poi a gennaio 2018 ha firmato un accordo da 40 milioni di euro all'anno con la Rai per trasmettere in chiaro una partita a scelta del mercoledì sera, le due semifinali, la finale e la Supercoppa europea. Il contratto prevede un'opzione da esercitare entro il 31 gennaio per confermare questi diritti nelle due stagioni successive. La Rai l'ha esercitata, ma secondo Sky invano perché nel frattempo è venuta meno una delle condizioni previste da una clausola del contratto: cioè che i diritti di tutte le partite del campionato di Serie A fossero a Sky. L'ingresso nel mercato di Dazn ha cambiato così lo scenario, quindi Sky si sente libera di rivedere la concessione alla Rai dei diritti in chiaro della Champions League e provare a accordarsi con Mediaset per la prossima stagione 2019/2020. 

A maggio la Rai ha presentato un ricorso d'urgenza, non accolto ieri dal Tribunale di Milano. Senza entrare nel merito della vicenda, il giudice Pierluigi Perrotti non ha ravvisato un pericolo di danno irreparabile tale da richiedere un simile provvedimento d'urgenza, ma non ha neppure dato torto alla tv pubblica, lasciando di fatto spazio alla riapertura di un dialogo tra le parti.