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La Roma è nel tunnel, ma Mourinho si esalta così: sarà lui a mortificare la Juve e le speranze di miracolo

La Roma è nel tunnel, ma Mourinho si esalta così: sarà lui a mortificare la Juve e le speranze di miracolo

  • Giancarlo Padovan
    Giancarlo Padovan
L’inopinata sconfitta del Napoli, al Maradona contro la Lazio, rende lo scontro dell’Olimpico tra Roma e Juventus la partita con maggiori motivazioni della venticinquesima giornata. Da una parte i giallorossi, ora a quattro punti dagli uomini di Sarri, devono vincere per non perdere definitivamente contatto con la zona Champions. Dall’altra, la Juve ha una duplice possibilità: accorciare, una volta di più, sulla zona Coppe e mantenere l’ipotetica possibilità di chiudere tra i primi quattro, nonostante i quindici punti di penalizzazione. Senza contare che, nel caso in cui venisse annullata la sentenza dal Collegio di Garanzia del Coni, la Juventus sarebbe virtualmente a meno dodici dal Napoli.

L’impresa, oltre a non essere agevole, è anche vagamente illusoria. Primo, perché il presupposto minimo, non è solo battere la Roma, ma continuare a vincere anche le altre partite (fra due turni c’è l’Inter a San Siro). Secondo, purtroppo per i bianconeri, i processi cui sarà sottoposta la società saranno almeno altri due e la possibilità di ulteriori penalizzazioni è più che mai concreta. Ciò non toglie che dal punto di vista agonistico-sportivo, cioé quello dei risultati sul campo, la Juve stia rischiando di compiere un autentico miracolo. Allegri, nella conferenza stampa pre-partita, ha detto che andare in Champions, nonostante i quindici punti di penalizzazione, equivarrebbe a vincere tre scudetti. Al di là dell’iperbole, sarebbe un risultato in grado di dare grande lustro all’allenatore in una stagione per ora avarissima di soddisfazioni (distacco, comunque colossale, dal Napoli ed eliminazione alla fase a gironi di Champions League). Vincere a Roma, comunque, è durissima. Lo stadio, ancora una volta tutto esaurito, sarà un ribollir di tifo da far perdere la trebisonda. Mourinho, la cui squalifica è stata sospesa in attesa di ulteriori accertamenti (le parole del quarto uomo Serra), avrà studiato fin nei dettagli più reconditi la partita con l’intento di tornare al successo dopo lo smacco di Cremona. Il portoghese si riappropria della difesa titolare, forse non ci sarà il capitano Pellegrini (al suo posto El Shaarawy), ma Dybala, ex avvelenato anche per recenti mancati pagamenti, farà un partitone. Certo, la domanda è solo una: chi segna se non lo fa la Joya? Abraham ha pronta la dedica per la creatura appena venuta al mondo, ma troppe volte sarebbe dovuto essere determinante e così non è stato.

La Roma cammina sul filo. L’amore incondizionato dei tifosi la tiene in equilibrio, ma se non vince rischia di spezzare qualsiasi sogno, anche il più piccolo. Purtroppo, nella testa, pesa ancora l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Cremonese che avrebbe potuto regalare mezzo traguardo stagionale, la Coppa appunto, di valore assoluto. Invece con il probabile zero titoli - in Europa League i giallorossi affrontano la temutissima Real Sociedad -, la zona Champions fortemente a rischio, la permanenza del tecnico che nemmeno la proprietà americana dà più per sicura, il quadro è cupo. Tuttavia sono proprio queste le situazioni in cui Mourinho si esalta. La Juve è quasi al completo (mancano De Sciglio e Milik, c’è perfino Pogba, ma in panchina), è in forma, gioca con la migliore formazione (Di Maria accanto a Vlahovic con Chiesa pronto a subentrare). Tutto dice Juve, per questo io vado controcorrente e scommetto sulla Roma. Ci vuole coraggio, ma sulle cose di calcio è giusto averne.

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