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La Serie A è il campionato più cattivo d'Europa. I numeri, dopo 19 giornate (con una partita da recuperare, Lazio-Verona), sono impietosi: nei maggiori 5 campionati europei, nessuno li ha come quello italiano per quanto riguarda ammonizioni, espulsioni e rigori. E' il Corriere della Sera a raccontarlo, con un report dettagliato: 1.008 cartellini gialli, 56 rossi in Serie A; a seguire la Liga, con 975 gialli e 44 rossi; distanti, invece, Bundesliga (ferma alla 17esima giornata), con 581 ammonizioni e 31 espulsioni, Premier, (con una partita in meno) con 684 gialli e 23 rossi, e Ligue 1 (3 partite in meno) con 670 e 45. 

I RIGORI - Anche come rigori concessi, nessuno come l'Italia: 88. 43 in Bundes, 74 in Liga, 63 in Ligue 1 e 41 in Premier League. Rigori in Serie A in aumento anche rispetto alle scorse stagioni. Per intenderci, un anno fa erano stati fischiati 50 falli dentro l'area di rigore, due anni fa 76, 3 anni fa 66, 4 anni fa 47. Cattivi anche più di noi stesso nel passato. 
ANCHE LE AMMONIZIONI CRESCONO - Tornando a cartellini gialli, anche in questo caso, come nei rigori, la Serie A ha numeri mai avuti in passato: mai era stata superata quota mille per le ammonizioni. 989 nel 2015/16, 877 nel 2016/17, 728 nel 2017/18, 876 l'anno scorso. Il Var, ovviamente, ha contribuito. Queste le parole di Graziano Cesari, ex arbitro, al Corriere della Sera: "L'arbitraggio italiano è diverso rispetto ad altri paesi, interrompiamo a ogni contatto. L'arbitraggio europeo è più moderno, questo porta a un minutaggio di gioco maggiore e a meno falli fischiati. La Var, poi, in Italia è utilizzata più che in altri tornei, con una differenza sostanziale: in Inghilterra se arriva una comunicazione dal Var diventa legge e l'arbitro la applica senza tante discussioni". Tanto che, in Premier, nessun arbitro è mai andato a rivedere un'azione al monitor. Mai. Solo in FA Cup è capitato, una volta. Ma in campionato no. Zero. Noi mille. Non le volte al Var, ma le ammonizioni...