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Oltre alla richiesta di poter schierare le proprie formazioni riserve nei campionati di Lega Pro, in maniera praticamente unanime i presidenti di Serie A hanno manifestato la necessità di avere il via libera per l'acquisto di un nuovo calciatore extracomunitario oltre ai due già previsti dal regolamento. Ovviamente, liberandogli il posto cedendo un giocatore che a sua volta non faccia parte dell'area UE. Un escamotage per competere maggiormente con le grandi del calcio del nostro continente sul fronte dei mercati emergenti, ma un segnale che va nella direzione opposta rispetto a quella del tanto sbandierato ritorno ai settori giovanili e all'interesse per i campioncini italiani. Da un lato, molte formazioni del nostro campionato hanno intrapreso in effetti una strategia più attenta a salvaguardare i propri bilanci (in linea con i dettami imposti dal fair play finanziario di Platini), dall'altro si chiede a gran voce un ritorno a gran voce ai tre extracomunitari dopo la brusca inversione di tendenza successiva alla debacle nel Mondiale sudafricano della nostra Nazionale.

E, a ben guardare, sono molti i giocatori extracomunitari che i nostri principali club hanno puntato nelle ultime settimane. Il Milan cerca un giocatore di spessore per rinforzare la propria difesa e ha messo gli occhi sul centrale del Vasco da Gama Dedè (24), considerato in patria l'erede di Thiago Silva, ma perchè non puntare ad esempio su Davide Astori (26) del Cagliari o Angelo Ogbonna (24) del Torino? L'Inter di Moratti si è già assicurata a parametro zero l'esterno offensivo argentino Rubèn Botta (un Bonaventura o un Cerci sono poi così peggio?) e continua a sognare per il centrocampo nomi esotici come quello del brasiliano Paulinho, quando invece basterebbe un pizzico in più di lungimiranza e tempismo sul mercato per arrivare a due prodotti di casa nostra come Francesco Lodi (29) del Catania o Luca Cigarini (26) dell'Atalanta, che non sfigurerebbero di certo in nerazzurro.

E che dire della Juventus, che, ingolosita dal colpaccio Pogba, si sta muovendo con forza su alcuni prospetti sudamericani come i brasiliani Matheus e Doria, ma "trascura" o sottovaluta alcuni elementi della prima squadra cresciuti in casa come Giovinco o Marrone e ha ancora in giro per l'Italia gente del calibro di Leali, Gabbiadini e Immobile? Stranezze del calcio italiano... Intanto Spagna e Germania dominano in Champions League, mentre noi pensiamo di colmare il gap col presunto campione straniero di turno.